Borse: Tokyo respira, l'Europa sorride

Ieri bruciati 330 miliardi di euro. L'Asia chiude contrastata: tentativi di rimbalzo smorzati sul finale. In attesa di una nuova decisione della Fed le piazze del vecchio Continente aprono molto positive

Milano - Rialzano la testa e tentano il rimbalzo le borse mondiali, dopo il tonfo di ieri, in attesa del "verdetto" Fed. Gli investitori sono pronti a scommettere su un nuovo taglio dei tassi all’indomani del blitz con cui la banca centrale Usa ha abbassato a sorpresa il tasso di sconto creando scompiglio nei mercati.Tentativo di rimbalzo in apertura per le Borse europee dopo il tonfo di ieri, mentre gli investitori si interrogano su quali saranno le decisioni della Fed sui tassi. Londra avanza del 2,45%, Francoforte sale del 2,74% e Parigi registra un +2,24%. Vola anche Milano con un progresso dell’1,94% e Zurigo che segna +2,75%.

Asia contrastata Dopo la paura in Europa di ieri, con i titoli ai minimi del 2005 e la perdita di 330 miliardi di euro, l'Asia chiude contrastata, ma lascia intravedere un rimbalzo, che in più di un caso si è spento nel finale. Dopo la burrasca di ieri, l’attenzione dei mercati è tutta concentrata sulle decisioni che prenderà oggi la Fed sui tassi di interesse. Nell’attesa, il dollaro è rimasto sostanzialmente stabile, mentre il greggio ha recuperato qualcosa dopo i realizzi della vigilia. L’oro ha fatto un passo indietro dal nuovo record segnato ieri sopra i 1.030 dollari l’oncia. Il Nikkei è salito dell’1,5%, mentre l’indice Msci, che misura la performance delle borse asiatiche escluso il Giappone, segna un rialzo dello 0,29%. Si smorza nel finale il rimbalzo di Hong Kong dopo il crollo di ieri, rialzi più consistenti, ma senza strappi, per Bombay, Taiwan, Seul. Il parziale recupero dei mercati è stato guidato principalmente dal settore bancario, il più colpito dall’ondata di vendite della vigilia. Sydney e Singapore si muovono appena sotto la parità, mentre cede il 3,9% l’indice di Shanghai con i trader che parlano di "panic selling". A fare le spese del crollo di fiducia degli investitori sono state soprattutto le matricole di quest’anno.

Lunedì nero In Europa è arrivato uno scossone che ha portato i titoli ai minimi dal 2005. Meno 3,8% per Londra, -4,18% per il Dax di Francoforte, -3,5% per il Cac 40 di Parigi e per il Mibtel di Milano. Nella chiusura degli indici principali delle più importanti borse europee è la fotografia dell’ultimo ciclone che ha investito ieri i mercati mondiali. Ancora in numeri: nel vecchio continente sono stati bruciati in un giorno più di 300 miliardi di capitalizzazione. Lo stoxx 600, termometro dei mercati europei, è sceso ai minimi dal 2005 e ha terminato la giornata in calo di più del 4%. Il crollo ha seguito il taglio d’emergenza del costo del denaro deciso ieri dalla Federal Reserve americana e il salvataggio pilotato della banca d’affari americana Bear Stearns da parte di Jp Morgan. La paura ha toccato alla fine anche il petrolio, sceso dal nuovo record di 111,80 dollari a 106,04. Il taglio del costo del denaro, deciso eccezionalmente di domenica dalla banca centrale americana, è una misura di stimolo dell’economia solitamente ben accolta dalle borse. Ieri però non è bastato a rassicurare i mercati di Asia, Europa, e America: Wall Street si è mossa con andamento fluttuante chiudendo contrastata. Il salvataggio indirettamente pubblico di Bear Stearns, ha evitato infatti il crack della banca in crisi di liquidità, ma ha di nuovo amplificato i timori sulla tenuta del sistema del credito. La nuova crisi finanziaria importata dagli Stati Uniti ha travolto i titoli finanziari: lo stoxx europeo delle banche è caduto del 4,4%, delle assicurazioni del 3,8%, dei finanziari del 4,8%.