Borse Ue in profondo rosso: venerdì nero

Dopo l'ennesimo tonfo di Wall Street, la ripresa delle
borse asiatiche trascina momentaneamente le piazze del Vecchio Continente. Poi in chiusura i ribassi si estendono a macchia d'olio. A Milano il Mibtel perde il 3,04%. Trichet: "Possibili nuovi tagli"

Milano - Le Borse europee affondano ancora e mandano in fumo circa 110 miliardi di euro con perdite attorno ai tre punti percentuali (-3,07% l’indice paneuropeo Dj Euro Stoxx 50), sui timori che la recessione Usa sarà più ampia di quanto stimato sino ad ora. Wall Street, intanto, riesce a trovare spazio per un rimbalzo, anche se poco convinto, dopo i minimi da undici anni segnati ieri. Resta tutta aperta la vicenda Citigroup, che dopo aver bruciato già un quarto del proprio valore ieri scende del 17% ai minimi da almeno 16 anni.

I mali dell'Europa Secondo uno studio di Goldman Sachs nel quarto trimestre del 2009 la disoccupazione negli Stati Uniti raggiungerà tassi del 9%. La banca d’affari ha poi stimato che nell’attuale trimestre l’economia americana stia scendendo a un tasso annuo del 5% e che nei prossimi due trimestri scenderà del 3 e dell’1%. Sulle nuove apprensioni per la congiuntura internazionale è andato giù un pò tutto il mercato europeo. Tra alcuni dei grandi nomi, Vodafone è scesa del 7%, mentre Royal Ahold del 4,3%. Lungamente bersagliati i finanziari sulle incertezze impresse a tutto il comparto dal tonfo superiore al 26% vissuto ieri da Citigroup. In giornata si è tra l’altro riunito il consiglio di amministrazione dell’istituto americano per valutare le possibili opzioni strategiche, con anche ipotesi di spezzatino o cessione filtrate tra le diverse ricostruzioni di stampa. Le smentite date però dall’amministratore delegato Vikmar Pandit in una conferenza telefonica con i dipendenti hanno mandato in fumo le attese di un rapido intervento capace di sventare problemi sul capitale. In Europa comunque Ing Groep ha segnato perdite del 6,8%, Deutsche Bank del 2,9%. A Wall Street JpMorgan Chase ha lasciato l’11%.

Milano sprofonda nel finale La Borsa chiude una settimana difficile con un nuovo forte ribasso delle quotazioni: il Mibtel perde il 3,04%, in linea con le altre piazze europee, penalizzate da un andamento volatile della borsa Usa che desta forti preoccupazioni. Nonostante le scadenze tecniche di premi e opzioni, gli scambi si mantengono su livelli modesti. Piazza Affari, come le altre europee, ha risentito del crollo di ieri a Wall Street e non sono bastati i rimbalzi dei listini asiatici di questa mattina a risollevare le sorti dei listini. Le vendite colpiscono tutti i settori ma i titoli petroliferi sono particolarmente penalizzati dall’andamento del prezzo del greggio; mantengono fino alla fine il segno positivo pochissimi titoli, fra i quali alcuni dei principali bancari (Intesa Sanpaolo e Mediobanca) ma non Unicredit e, nel comparto energetico, Terna, mentre fra gli industriali Fiat si risolleva dai minimi toccati i giorni scorsi penalizzata dalla crisi internazionale del settore auto.

Fmi: "Si rischia catastrofe finanziaria" Il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, Dominique Strauss-Kahn non esclude "una nuova catastrofe" nel mondo della finanza. È questo a suo avviso "uno dei rischi che sussistono" e che potrebbero pregiudicare la ripresa della crescita mondiale alla fine del 2009. "Se siamo seri, la crescita ripartirà alla fine del 2009", ha dichiarato al quotidiano francese Le Parisien, sottolineando come però "sussistano vari rischi" tra cui quello appunto di "una nuova catastrofe nel mondo della finanza" e quello "altrettanto reale" che il credito non riparta. "È perciò legittimo - ha aggiunto - pungolare i banchieri per obbligarli a concedere prestiti". Dopo aver affermato che il ruolo del Fmi "non è quello di salvare il capitalismo mondiale", l’ex ministro dell’economia francese ha affermato che la crisi attuale "è una crisi del capitalismo" ma non il crollo dell’economia di mercato.

Trichet: "Prossibili nuovi tagli" Non si possono escludere nuovi tagli dei tassi d’interesse da parte della Banca centrale europea. A dirlo è il presidente della Bce Jean-Claude Trichet, secondo cui la situazione economica è cambiata" drammaticamente" e il board della Bce ne terrà conto nella sua riunione di dicembre.  Questo, però, non sarà sufficiente. Secondo il numero uno della Bce, infatti, gli istituti bancari dovranno trarre vantaggio dagli sforzi fatti da banche centrali e governi e allentare le tensioni sui mercati interbancari. "Ciò - ha spiegato Trichet - potrebbe essere raggiunto impegnandosi a far ripartire il mercato interbancario e a riprendere il ruolo di intermediari". Le banche centrali dal canto loro giocano "un ruolo cruciale" nel contenere la crisi dei mercati finanziari e continueranno a fare "tutto ciò che possono per supportare il funzionamento del sistema finanziario".

Il recupero dell'Asia Le borse asiatiche tentano il rimbalzo trainate dalle aspettative di una taglio dei tassi da parte della Cina. Tokyo, dopo una seduta altalenante, ha terminato le contrattazioni in rialzo del 2,69%. Ottima giornata per Seul che ha archiviato la seduta con un progresso del 5,80%, in rialzo anche la borsa di Taiwan che ha guad agnato l’1,98%. Vero e proprio rally per Hong Kong che sale di oltre il 6% sostenuta dal comparto bancario mentre Shanghai cede lo 0,72%.