Borseggi in metro: giro di vite sui piccoli rom

Maggiori controlli ai varchi di accesso alle stazioni della metro, sempre più accessibili alla miriade di viaggiatori senza biglietto, per scoraggiare l’incontrastato proliferare di borseggi sui convogli a opera dei nomadi minorenni, non imputabili e dunque non perseguibili.
Il rafforzamento dell’azione di prevenzione è stato deciso ieri dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza presieduto dal Prefetto Achille Serra.
Il piano messo a punto dal Comitato, d’intesa con la società comunale Met.Ro. che gestisce la metropolitane romane, prevede l’intensificazione dei controlli ai varchi da parte dei vigilantes privati che dovranno bloccare l’accesso ai piccoli nomadi, chiamando immediatamente le forze dell’ordine per l’indentificazione e per ricondurre i minori ai loro familiari, nei campi di provenienza.
«Quello dei borseggi nella metropolitana di Roma - ha dichiarato il prefetto Serra - è un problema sociale che sta arrivando a livelli preoccupanti e va affrontato con decisione prima che diventi irrisolvibile. Rifuggendo però dalla demagogia perché comporta delle difficoltà normative e procedurali oggettive».
La maggior parte dei borseggiatori in azione, ha fatto notare Serra, sono nomadi minorenni, non imputabili e che non possono essere costretti a restare nelle «case sicure» del Comune, in attesa di affidamento. Spesso, infatti, scappano per tornare nei campi nomadi, dalla loro famiglia. Nonostante queste difficoltà, tuttavia, ha sottolineato il prefetto, il bilancio dell’attività di contrasto ai borseggiatori è di 25 arresti al mese, per la maggior parte si tratta di minorenni.
Chiamato in questione il questore di Roma Marcello Fulvi ha fanno notare che servizi di pattuglia in uniforme o in borghese sono già presenti sui convogli, anche se bisogna fare i conti con l’affollamento delle ore di punta, quelli privilegiati dagli scippatori, che rendono più difficili gli interventi.
Da metà gennaio, infine, nelle stazioni della metro A e B sarà operativo il nuovo sistema di videosorveglianza che, pensato come misura antiterrorismo, dovrebbe essere utile anche contro i borseggiatori.