Il borsino dei paradisi fiscali. Sale la Svizzera, giù Londra

Da sempre, il mondo dei motori tiene un occhio sul contagiri e uno sulla contabilità fiscale. Formula uno, in primis, e motomondiale poi hanno infatti aperto molte strade. Oggi si citano a memoria discipline sportive che vedono i rispettivi eroi allocati in qualche paradiso fiscale: basti pensare al tennis, al golf, perfino al ciclismo. Il mondo dei motori è però stato il precursore, con qualche comprensibile ragione specifica. Negli anni Settanta, giusto per non andare troppo indietro nel tempo, il pilota di F1 oggi c’era e domani no. Colpa delle macchine poco sicure, della benzina disposta attorno all’abitacolo, dei circuiti con muretti e marciapiedi a vista. Per cui il diretto interessato, già che rischiava la pelle due volte al mese, non gradiva troppo l’idea di vedersi portare via dal fisco metà di quanto incassato. E fu l’apoteosi per Montecarlo: comoda, elegante, vicina.

Il principato non è più di moda Solo che - rivelano nei paddock della F1 come del motomondiale – risiedere ora a Montecarlo è come restare in Italia. Nel senso che il nostro fisco, ormai, non considera la residenza nel Principato: al contrario, il solo fatto di averla, lo spinge a indagare. Tra i piloti più famosi attualmente residenti a Montecarlo, Loris Capirossi (che, infatti, ha un contenzioso ancora da risolvere), Felipe Massa, pilota Ferrari, però di nazionalità brasiliana, e Max Biaggi. Ma il campione romano è residente di nome e di fatto, in quanto ci vive proprio, ci sta bene, e – al contrario di altri – non ha affetti veri nel suo Paese tali da spingerlo troppo spesso a casa. Come lui David Coulthard, pilota scozzese di F1, che tra un Gp e l’altro resta nel Principato a gestire il suo hotel super lusso.

L’Inghilterra fa tremare Il caso Valentino è esemplare. Comunque vada a finire, il regime fiscale d’Oltremanica consente a chi è residente ma non domiciliato di dichiarare unicamente i redditi prodotti in loco, non gli altri. Concessione pericolosa se non gestita in modo oculato dai diretti interessati. Non a caso, chi vive di F1 e motomondiale, appena saputo di Rossi e dell’Inghilterra, si è lasciato sfuggire: «Per uno noto come Valentino, restare Oltremanica vuol dire o che non ha proprio nulla da temere o che firma la propria condanna...».

La Svizzera fa dormire tranquilli Fra gli altri, sono concittadini di Heidi un pilota famoso come l’altro ferrarista Kimi Raikkonen (finlandese), e il più grande di sempre: Michael Schumacher (tedesco). In Svizzera il meccanismo – semplificandolo al massimo – prevede una tassazione fissa intorno al 20% (che poi ognuno dei big in questione può trattare con lo specifico Cantone). Il fisco italiano non può obiettare nulla. E il 20%, molto migliore del 47% di casa nostra, sarà peggio dell’Inghilterra, ma consente di dormire tranquilli.