Bortolazzi applaude il Genoa

Luca Russo

Questa volta la punizione la calcia a parole e descrive la bella parabola di «un grande Genoa». Non entra nel dibattito sul paragone con la sua squadra, quella allestita dal mago della Bovisa. Mario Bortolazzi, però, va subito al sodo: «Il gruppo di Gasperini ha già un'impronta ben precisa». Arriva al Pio per l'inaugurazione del Genoa Club Aism. Un campione rossoblù del passato fa sempre notizia soprattutto se appartiene al gruppo che nel dopoguerra ha regalato la più grande gioia rossoblù, l'Europa, ma lui è qualcosa di più, è il vice del ct della Nazionale azzurra e allora le sua parole hanno un altro peso. «È sempre un piacere venire a Pegli - sottolinea - Una partenza migliore di questa era difficile potersela immaginare. Le premesse per una stagione ricca di soddisfazioni ci sono tutte, la strada da percorrere però è ancora molto lunga. Il Genoa mi sembra una squadra che sa quello che vuole. I reparti si muovono in armonia. Gasperini ha le idee chiare e poi ci sono ottimi giocatori».
E allora si cerca di fare due più due. C'è qualcuno pronto per la Nazionale? «Non so - risponde diplomaticamente Bortolazzi - Non avendo mai visto il Genoa dal vero non posso dire se teniamo sotto controllo qualche giocatore o meno». Il pensiero va a Domenico Criscito, ma le conferme non arrivano.
Ieri a Pegli c'era aria di festa, questa volta non per la squadra capolista , che è stata messa sotto il torchio per il secondo giorno consecutivo da Gasperini con un doppio allenamento, ma per l'Associazione Italiana per la Sclerosi Multipla il cui club rossoblù ha ricevuto il battesimo ufficiale. Oltre a Mario Bortolazzi sono arrivati al Signorini Marco Nappi, l'assessore allo sport del Comune di Genova Giorgio Guerello e il presidente dell'Associazione Club Genoani Leo Berogno oltre ai tanti soci del club che ha ricevuto un importante dono da Marco Rossi. Il capitano rossoblù ha infatti donato all'Aism l'assegno del premio Carige ed è diventato il testimonial dell'Associazione.
Dalla squadra buone notizie per Nicola Barasso che è tornato ad allenarsi dopo che lunedì gli era stato steccato un dito residuo di una botta ricevuta sabato. La sua presenza sabato a Verona non dovrebbe essere in dubbio. Posto da titolare assicurato anche per Dario Biasi che tornerà per la prima volta al Bentegodi con un'altra maglia dopo quattro anni di militanza gialloblù. «Conosco l'ambiente e l'allenatore, sarà difficile - sottolinea il centrale genoano che in Veneto rimpiazzerà Bega squalificato - Loro non riescono a concretizzare (solo due gol segnati finora, ndr), ma hanno un tecnico bravo». Poi il discorso scivola sui tanti gol subiti. «Sì è verò ne prendiamo tanti soprattutto sul secondo palo da palle inattive - aggiunge il difensore - Però c'è un dato di fatto: il 3-4-3 funziona e alla fine l'importante è vincere». Intanto dopo il tour de force oggi la squadra riposerà per riprendere domani con un'altra doppia seduta.