Borzoli, nella cripta defunti tra sporcizia e attrezzi da lavoro

Una corona commemorativa di fiori secchi appoggiata sul cancello arrugginito, indica che qui c'è un camposanto. È quello di Borzoli nel ponente cittadino. E a visitarlo sono in molti. Complice anche il fatto che il cimitero resta aperto soltanto tre giorni alla settimana: mercoledì e sabato dalle 7.30 alle 16 e la domenica dalle 8 alle 13. E le proteste dei cittadini si fanno subito sentire. «Considerano Borzoli un cimitero di classe “B” - spiega irritato Piercarlo -.Questo vuol dire che rispetto ad altri camposanti cittadini dobbiamo accontentarci di venire a trovare i nostri defunti soltanto nei giorni stabiliti dal Comune. Dicono che manchi il personale. E allora perché non assumono? Questo è un luogo sacro e non può essere certo abbandonato perché non ci sono operai comunali in grado di seguirlo». In effetti la gente di Borzoli è arrabbiata e soprattutto esasperata per gli orari imposti dall'amministrazione comunale. Perché gran parte dei visitatori sono persone anziane che andrebbe più spesso al cimitero. Ma a lamentarsi non sono soltanto i pensionati. «I miei orari di lavoro sono spesso incompatibili con quelli del camposanto - dichiara Anna -. Almeno pensassero di aprirlo la domenica pomeriggio. Sono anni che solleviamo il problema ma a quanto pare nessuno ci ascolta».
Così come non vengono raccolte le denunce sullo stato di completo abbandono in cui versa la cripta. Poco distante dall'ingresso principale una porticina sporca, malandata e con una croce di ferro (per altro malconcia), «protegge» il deposito temporaneo delle cassette esumate. Questo significa che i defunti una volta disseppelliti dai campi comuni devono attendere lì, fino a quando non si libera un posto. «È una situazione drammatica e svilente - tuona la signora Maria Cristina, residente a Borzoli -. Bisogna entrarci per rendersi conto in che modo sono state sistemate le cassette. Una sopra l'altra. Tra la polvere e la sporcizia. Nessuno si preoccupa di dare una pulita. Bisognerebbe vergognarsi piuttosto. Ho lì mio padre. Aspetto da anni che si liberi un posto per vederlo definitivamente sistemato. Ma niente, non si smuove nulla. Almeno tenessero in ordine». E in effetti manca una griglia di protezione in grado di proteggere le cassette da eventuali atti vandalici; i soffitti sono rovinati e sembrano sul punto di crollare puntellati come sono da sostegni in ferro. «Magari bastasse - continua Maria Cristina -. All'interno della cripta c'è di tutto: scope, rastrelli, bidoni degli operai, sbarre di ferro, pezzi di legno e persino una carriola. Questo significa che i nostri defunti sono tenuti lì in uno spazio che loro chiamano cripta, ma è di fatto un magazzino indecente. Uno schifo, permettetemi». Ma le lamentele non si esauriscono qui, perché spesso la stessa cripta rimane chiusa al pubblico anche durante il normale orario di apertura. Quindi, quando il custode non c'è la porta viene chiusa e i parenti non entrano. «È così è successo quest’estate - aggiunge Simona, residente in via Borzoli -. Durante tutto il periodo di ferie non abbiamo avuto accesso alla cripta, malgrado il cimitero fosse aperto».