Bosch crede nell’ibrido. L’idrogeno? Tra 20 anni

Antonio De Felice

da Boxberg

«L’idrogeno nel mondo dell’auto? Per quanto riguarda la produzione di serie ne riparleremo tra una ventina d’anni». Parole chiare ma in un certo senso pesanti quelle di Bernd Bohr, presidente del settore Tecnica Automobilistica della Bosch, in occasione del tradizionale appuntamento con la stampa a Boxberg, dove sono state svelate le ultime novità tecnologiche del colosso tedesco. Ingenti gli investimenti, che nel 2004 hanno raggiunto i 2,4 miliardi, pari al 9,4% del fatturato con un organico di 149mila collaboratori solo nel settore automobilistico, di cui 18mila dedicati al settore ricerca, 1.000 in più del 2003. E pur confermandone l’interesse da parte dell’azienda, di idrogeno neppure l’ombra. Alla Bosch, invece, continuano a curare lo sviluppo dei sistemi di iniezione per motori Diesel.
Sono già pronti gli iniettori common rail di quarta generazione, che si caratterizzano per la presenza al loro interno di un pistone a comando idraulico che amplifica la pressione fino a 2.500 bar (oggi non si superano i 1.850). La tecnologia permette di lavorare con una pressione nel circuito di alimentazione più bassa ma di avere l’iniettore sempre alla massima efficienza e migliorare così il trattamento della miscela di accensione. Novità anche nei sistemi pompa-iniettore, quelli che equipaggiano la stragrande maggioranza dei modelli Diesel che fanno parte dei marchi del gruppo Volkswagen. Nei nuovi iniettori, infatti, viene sviluppata una pressione di 2.200 bar (contro gli attuali 2.000) ma l’andamento dell’iniezione avviene con due attuatori anziché uno solo, come nei sistemi attuali. Ciò consente di gestire la quantità di gasolio da immettere in modo indipendentemente dal numero di iniezioni che, in questo modo, possono arrivare fino a 5, come già accade con il common rail. Grande interesse alla Bosch, infine, anche per i sistemi di iniezione diretta di benzina che hanno trovato un interesse crescente dopo il debutto del 2 litri turbo da parte di Audi. Gli iniettori di seconda generazione DI-Motronic sono concepiti per lavorare a pressioni di 200 bar contro gli attuali 120 e offrono la possibilità di poter adattare la direzione del getto alla geometria della camera di combustione, così da migliorarne il rendimento. Alla Bosch, comunque, prevedono un grande futuro anche per le vetture ibride, cioè quelle spinte dalla combinazione tra un motore a combustione interna e uno elettrico. Un primo prodotto, lo Smart Electronic Start/Stop System verrà realizzato in serie già dal 2006, e prevede l’arresto automatico del motore a ogni sosta e il successivo riavvio alla ripartenza. Questo dispositivo appartiene alla famiglia dei «Micro Hybrids» insieme allo Smart Power System, che invece prevede un alternatore bitensione (14 e 42 Volt) per alimentare sia la tradizionale rete di bordo che quella destinata a utenze con alto assorbimento di energia.

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