Bosch, l'«e-call» sale sulla moto L'impegno reale nelle smart cities

Pierluigi Bonora

La multinazionale Robert Bosch continua a spingere su auto elettrica, connettività e guida autonoma. Impegno e investimenti sono concentrati sul futuro della mobilità, che potrebbe essere in parte già il presente se il sistema delle infrastrutture fosse stato adeguato per tempo alla svolta in atto. «Andiamo in direzione di una tecnologia sempre più elettrica ed automatizzata», spiega l'ad di Bosch Italia, Gerhard Dambach, alla presentazione dei dati di bilancio 2016 e delle strategie del gruppo.

Il colosso tedesco affronta il tema della mobilità a 360 gradi, includendo anche i veicoli a due ruote. Ecco allora approdare sulle moto il sistema e-call, cioè la chiamata automatica di emergenza di cui dispongono già numerose automobili e che la Ue renderà obbligatorio a partire dal 2018. In caso di incidente, il dispositivo, anche senza l'intervento del motociclista coinvolto, lancerà l'allarme alla centrale operativa con tutte le coordinate sul luogo del sinistro. L'e-call messo a punto da Bosch risulta importante anche se si è in presenza di un guasto, informando l'officina più vicina sul tipo di pezzo da sostituire o riparare, ma pure in caso di furto del mezzo, arrivando perfino a bloccarlo.

La visione di Bosch sulle smart cities, le «città intelligenti, è chiara. Questi i problemi individuati e da risolvere: congestione causata dal traffico, mancanza di parcheggi, emissioni inquinanti e all'origine dell'«effetto serra». Dambach ha portato, come esempio, quanto accade nell'area di Stoccarda, dove Bosch ha installato 2.500 sensori in 15 parcheggi Park & Ridee. Grazie a una app, i pendolari arrivano in macchina fino alle aree di parcheggio libere nei pressi delle stazioni, quindi proseguono con i mezzi pubblici. Ma c'è anche il servizio di sharing scooter elettrici «Coup», offerto sempre da Bosch agli abitanti di Berlino. Ancora attraversi una app l'utente localizza, prenota e paga il noleggio del due ruote.

«Ogni anno - precisa Dambach - il gruppo investe 400 milioni per far progredire l'e-mobility». In Germania, l'80% dei punti di ricarica dei veicoli elettrici sono già connessi tra loro. E con l'app dedicata il cliente scopre facilmente dove è posizionata la successiva stazione per garantirsi in pieno di energia ed effettuare il contestuale pagamento.