Bosch è tecnologia per la vita Dai motori alle energie rinnovabili

Massimo Signoretti

«Bosch, tecnologia per la vita». Un motto per celebrare i 100 anni di attività in Italia ma anche un riaffermare la propria linea di condotta, la propria filosofia. E questo slogan, ormai, viene utilizzato dal gruppo a livello mondiale. Per rifare la storia del marchio Bosch, bisogna andare molto indietro negli anni, fino al 1886, quando a Stoccarda, Robert Bosch fonda la società che ha come definizione quella di «Officina di meccanica di precisione ed elettrotecnica». I primi anni non sono troppo significativi, ma nel 1897 con la costruzione della prima applicazione di dispositivo di accensione su un’autovettura e poi nel 1902 con la fornitura delle prime candele e del primo magnete ad alta tensione, il nome Bosch incomincia la sua rapida espansione a livello mondiale. Siamo ancora nell’800 quando nasce la prima filiale all’estero, in Gran Bretagna da dove poi il marchio arriverà anche in Italia, a Milano (1904) dove viene aperta la prima filiale di vendita con officina per la rappresentanza dei prodotti. Ma i confini europei cominciano a essere stretti e così Bosch attraversa l’Atlantico e sbarca negli Stati Uniti.
Alla produzione iniziale in serie di pompe a iniezione per motori diesel (1927) e alla nascita del primo elettroutensile (1928) si aggiungono, ben presto, le produzioni di altri articoli quali i frigoriferi nel 1933, le pompe a iniezione per motori a benzina, autoradio e transistor.
Nel 1964 nasce la Fondazione di pubblica utilità Robert Bosch Stiftung Gmbh che detiene la partecipazione maggioritaria del gruppo. Questa istituzione rappresenta la volontà del fondatore di operare per il benessere pubblico in coerenza con i tempi e la società moderna. E il concetto di sicurezza applicato alle auto appare da subito il principale obiettivo. «Tecnologia per la vita», appunto. La struttura di Fondazione determina, per statuto, il reinvestimento totale degli utili destinati al miglioramento delle relazioni tra i popoli, a cominciare in campo sociale, sanitario, educativo e nella ricerca.
Il gruppo Bosch è un fornitore globale leader nei settori tecnica per autoveicoli, tecnologia industriale, nonché nei beni di consumo e tecnologie costruttive. Il settore tecnica per autoveicoli si articola in quattro attività: tecnica di iniezione per motori a benzina e diesel, sistemi per sicurezza attiva e passiva, dispositivi elettrici e, infine, prodotti per la comunicazione mobile. Nel beni di consumo, Bosch è presente nel comparto elettrodomestici, termotecnica e sistemi di sicurezza. Uno dei settori di primaria importanza e in forte crescita è quello dell’automotive aftermarket, che riguarda il settore ricambi e servizi. Fiore all’occhiello di questa divisione è la rete di assistenza Bosch Car Service, una rete di officine specializzate e plurimarca che si è rapidamente sviluppata fino a diventare la principale realtà indipendente in Italia e di cui parliamo ampiamente in altra parte.
E i dati di bilancio stanno a dimostrare come il gruppo Bosch sia in continua espansione. Il 2005 ha visto un fatturato in crescita del 6,4% rispetto all’anno precedente e le prime analisi dicono che anche il 2006 registrerà un incremento vicino al 5%. Nell’immediato futuro, come ha sottolineato Franz Fehrembach, chairman del board of management, il gruppo si allargherà verso nuovi mercati, soprattutto nell’area geografica contrassegnata da maggiore crescita e cioè nell’Asia-Pacifico. Qui, entro il 2008, verranno investiti circa 1,6 miliardi di euro, soprattutto in Cina e India.
Nel 2005 in questa zona il fatturato di Bosch è cresciuto del 16%, mentre in America, sia del Nord sia del Sud, l’incremento è stato dell’11%: in Europa solo del 3,5%. Esaminando più in dettaglio i risultati delle divisioni del gruppo, si nota come il fatturato del settore tecnologia per autoveicoli sia cresciuto del 5,4% a 26,3 miliardi, quello dei beni di consumo e tecnologie costruttive del 6,1% a circa 10 miliardi e la tecnologia industriale del 12,5% raggiungendo i 5,2 miliardi di euro. In Italia il gruppo Bosch, di cui è amministratore delegato Massimo Guarini, conta circa 5mila addetti e ha raggiunto, nel 2005, un fatturato di 2.2 miliardi. Nello sviluppo, l’azienda non si ferma nella realizzazione di prodotti che possono avere vita breve, ma guarda anche a settori che potranno dare una redditività in tempi più lunghi. Sono infatti allo studio progetti che vanno dalle alternative per la propulsione dell’auto all’approvvigionamento di energie rinnovabili. La società Bbt Thermotechnik, a esempio, realizza già oggi il 6% del fatturato con sistemi che sfruttano le energie alternative, con una tendenza all’aumento.
Inoltre, Bosch Rexroth è presente nei generatori di energia eolica con le sue tecnologie di propulsione e controllo. E in futuro, con le tecnologie Bosch, si produrrà energia addirittura dalle correnti marine.
«L’ecologia è un compito a lungo termine - ha dichiarato Fehrenbach - perfettamente confacente alla filosofia basata su strategie lungimiranti di un’impresa come Bosch».