Il bosco «concettuale» di Stefano Arienti

La galleria milanese ha chiuso la prima parte della stagione con una grande installazione dell'artista milanese

Lo Studio Guenzani, una delle maggiori gallerie d'arte contemporanea in Italia, ha chiuso il 2009 con una grande mostra personale di Stefano Arienti
Arienti ha presentato un gruppo di opere inedite: pitture eseguite ad acrilico su carta e su un materiale di origine industriale che l'artista usa per la prima volta. Ha iniziato a lavorare a queste opere in seguito all'invito ricevuto dal Palazzo Ducale di Mantova, di eseguire un'installazione di grandi dimensioni che possa essere ospitata in un percorso tra i cortili interni della reggia.
L'artista ha di recente realizzato opere pensate per essere inserite in un contesto museale come al Isabella Stewart Gardner Museum di Boston nel 2007 o in spazi architettonici antichi come il Complesso Monumentale Santo Spirito in Sassia a Roma nel 2009
Per questo ultimo progetto, Arienti usa la carta millimetrata, accenno al mondo della progettazione architettonica e vi dipinge ad acrilico soggetti legati alla natura, in particolare alberi e fiori, usando il rosso e il rosa accesi o il nero e oro.
Insieme alla carta millimetrata l'artista sperimenta la pittura su un materiale inusuale, anch'esso in qualche modo legato all'architettura, utilizzato per ricoprire le facciate durante i lavori di ristrutturazione per evitare la dispersione della polvere. Arienti ne ha ricavato alcuni grandi "arazzi" che saranno in mostra in galleria e che prendono sempre spunto dal lavoro di preparazione e di riflessione sull'opera ambientale di Mantova.
I giardini, spesso ospitati all'interno dei cortili rinascimentali e la particolare atmosfera che in essi si produce, sono per Arienti ancora una volta stimolo alla riflessione sulle forme della natura e sulla fascinazione che la loro riproduzione sui materiali più diversi ha avuto per gli artisti durante i secoli.
La mostra di Mantova e quella di Milano, praticamente contemporanee, si completano nell'offrire un percorso affascinante nel modo attuale di concepire il lavoro da parte di Arienti che ha sviluppato negli anni una grande capacità di confrontarsi con spazi così diversi quali possono essere una galleria privata, un museo, uno spazio pubblico o un ex luogo sacro.