Boselli dà le dimissioni: non guiderò i socialisti

Un debacle che va oltre ogni più nera
previsione. Il candidato premier del partito
Socialista convoca un
congresso straordinario del partito per deciderne il futuro: "Non guiderò più il partito"

Roma - Un debacle che va oltre ogni più nera previsione. Dati alla mano, il candidato premier del Partito Socialista, Enrico Boselli, annuncia le dimissioni e convoca un congresso straordinario del partito che dovrà decidere il futuro dei socialisti. Di fronte a tale risultato, è il ragionamento, "è giusto che un segretario si presenti dimissionario al Congresso".

Boselli abbandona la leadership La sconfitta brucia e fioccano le prime dimissioni. Enrico Boselli e Fausto Bertinotti annunciano il ritiro, ed entro domani non sono esclusi altri abbandoni. Il primo ad annunciare di lasciare il timone del partito è Enrico Boselli, che attacca Walter Veltroni: "Ha spalancato le porte del governo a Berlusconi e gli ha consegnato il Paese per 10 anni". Boselli, commentando i risultati delle elezioni, ha sottolineato che siamo di fronte "alla più grande sconfitta dal ’48 ad oggi". Continua l’attacco di Boselli al Pd: "Grazie a Veltroni Berlusconi ha ottenuto due maggioranze blindate sia alla Camera che al Senato. Attendiamo la fine delle votazioni ma all’interno di questa durissima sconfitta della sinistra ci siamo pure noi". E da qui la decisione del segretario del Ps di lasciare la guida del partito: "Non credo sarò più io a guidarlo ancora". Come sarà dunque l’Italia dei prossimi anni? "Berlusconi - ribadisce Boselli - dispone di due maggioranze assolute. La responsabilità di Veltroni è gravissima: per tutta la campagna elettorale ci hanno parlato di pareggio, poi di una rimonta ed eccoci qua". A questo punto, ha osservato Boselli, "si impone una riflessione da parte del partito", ma è evidente che a guidarlo non sarà più lui.