Boselli, mister Moda: «Scelto il giorno sbagliato»

È piccato e anche un po’ deluso dalla sua Milano, la città che ha dato i natali al fashion system. Mario Boselli, presidente della Camera della moda, si dice «stupito dalle critiche rivolte al sindaco Moratti e al nostro mondo» a proposito delle migliaia di deroghe concesse agli operatori del settore per domenica prossima, ultimo giorno di sfilate. «Certo -ammette - se avessero scelto un altro giorno sarebbe stato meglio», ma senza deroghe al blocco, si sarebbe di fatto decretato l’annullamento di un quarto del programma della settimana, cancellando una giornata di sfilate. «Al di là del danno economico, sarebbe stato un danno di reputazione enorme a livello mondiale».
Per non parlare del danno di immagine della capitale della moda, che prima difende con le unghie e con i denti il calendario delle sfilate, messo sotto scacco dalla regina Anna Wintour, direttrice di Vogue America, che ha «ristretto» la settimana di eventi alzando semplicemente il telefono, e poi blocca la circolazione nell’ultima giornata di kermesse. Ora il sindaco è finito nel mirino delle polemiche per il numero troppo alto di deroghe, 6mila circa, concesse agli addetti ai lavori che, secondo molti, annulleranno l’effetto beneficio della giornata senz’auto. «Passare dal non fare niente a bloccare totalmente la città sono estremi che non bisogna mai toccare. I distinguo fanno parte del buonsenso ed è ragionevole dedurre che non si può toccare un settore produttivo così importante - ha spiegato Letizia Moratti -. Troppi permessi o troppo pochi? Difficile trovare una giusta misura». Anche l’assessore al Commercio Giovanni Terzi, difende il settore e l’operato del Comune: «Di solito la domenica circolano in città 120mila auto, il giorno del blocco saranno dati permessi per sole 6mila vetture, mi sembra che ci sia differenza».