Boselli: «Ridicoli i ministri al V-day»

Scontro a sinistra dopo la manifestazione. Di Pietro: «Ne vado orgoglioso». Bindi: «Democrazia a rischio»

da Roma

«Va ascoltato». «È pericoloso». Beppe Grillo e i suoi «Vaffa» a destra e a sinistra fanno riflettere o infastidiscono i politici. Ma non arrivano solo condanne per il pifferaio magico dell’antipolitica e le sue piazze di protesta. C’è pur sempre un popolo che vuol mandare a quel «paese» i suoi rappresentanti, e dunque Antonio Di Pietro, per esempio, si sbilancia e si dice «orgoglioso della riuscita dell’operazione».
Non tutti ricordano che la dissacrazione di Grillo e dei fan a Bologna nel V-day ha toccato anche Marco Biagi, vittima delle Br. È la deriva pericolosa che sconcerta Pier Ferdinando Casini: «È una manifestazione - dice il leader dell’Udc - di cui dovremmo vergognarci, perché è stato attaccato Marco Biagi che invece andrebbe santificato».
Ma l’antipolitica può far paura se i numeri sono quelli raccolti dal comico genovese: 300mila firme per il progetto di legge popolare che prevede di cacciare i pregiudicati dal Parlamento, code ai banchetti, 50mila in piazza a Bologna. «Sulle espressioni e posizioni di Grillo si può pensare qualsiasi cosa, ma bisogna comunque rifletterci su», ha aperto il ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani.
Per Gianfranco Fini la mobilitazione, «il rigetto», è «alimentato dal rifiuto a un governo percepito come restauratore». Ma va detto, aggiunge, che Grillo «le spara grosse». Non condivide né Grillo né i «Grilli ben vestiti», ma l’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti commenta: «Mi è più simpatico lui di questi che ci fanno lezioni solo perché scrivono sui giornali».
Nel centrosinistra la sorpresa V-day ha prodotto posizioni quasi opposte. Il ministro della Famiglia Rosy Bindi è allarmista e parla di «rischio» per «il futuro stesso della democrazia». Giorgio Merlo della Margherita rivendica: «Solo il Pd può battere l’antipolitica». Luciano Violante segnala invece: «Ci sono anche tante cose giuste». E il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio sembra entusiasta: «Lavoreremo per portare il Pdl in Parlamento». Un’euforia che infastidice qualcuno nell’Unione, come il segretario dello Sdi Enrico Boselli: «Sono ridicoli i ministri, come Pecoraro Scanio e Di Pietro - polemizza - che si mascherano per una carnevalata da gente comune». Uno dei candidati alla segreteria del Partito democratico, Mario Adinolfi, ha deciso addiritura di ritirare la lista dalle segreterie regionali anche per protesta contro il boicottaggio mediatico, fino a ieri, di «Beppe Grillo, dei suoi blog e del suo V-day». Non bisogna fare «cassa di risonanza a certe derive populistiche», osserva il sindaco di Venezia Massimo Cacciari.
E allora si cerchi «l’antidoto all’antipolitica», propone il quotidiano della Cei Avvenire: la «buona politica».