Bosisio pedala dal Lazio a Pechino

Per due notti Gabriele Bosisio ha avuto un incubo lungo sette centimetri, quanto gli era mancato per cogliere a Camaiore la prima vittoria della sua carriera. Ma la vendetta è stata grande, grandissima: il ventisettenne milanese si è aggiudicato nettamente il Giro del Lazio, stavolta in volata non ha voluto problemi, è partito forte ed ha vinto con sicurezza, lasciando le briciole ai suoi compagni di fuga Emanuele Sella, i bielorussi Samoilau e Sioutsou, il siciliano Anzà e l’ucraino Pidgorniy, compagno di squadra del vincitore.
«La giornata più bella della mia carriera - racconta un emozionatissimo Bosisio, al quarto anno tra i professionisti, sempre alla corte di Fabio Bordonali, del quale è un pupillo - perché ho vinto una grande classica: noi della Tenax Menikini abbiamo pedalato in maniera splendida, abbiamo fatto la corsa sin dal via ed è stato importante avere al mio fianco Pidgorniy quando sulla salita di Rocca Priora il gruppo dei fuggitivi si è spaccato e siamo restati davanti in sei. A quel punto io e Ruslan siamo riusciti a chiudere sui tentativi di Samoilau e Anzà e la mia vittoria è proprio per tutto il team e con il team la voglio dividere».
Un successo, quello di Bosisio, che fa felice anche il ct Franco Ballerini: il milanese, infatti, figura tra i sei atleti convocati per la preolimpica di Pechino, una due giorni - in programma tra una settimana - sui percorsi della prova in linea e della crono che serviranno per scoprire le difficoltà della prova olimpica e soprattutto per testare le reazioni degli atleti agli alti livelli di smog che nei giorni scorsi hanno fatto suonare l’allarme in casa Cio. «Vestire la maglia azzurra - confessa Bosisio - per me è un grandissimo onore: voglio continuare a fare bene e chissà che la mia stagione non possa concludersi con una convocazione per i mondiali di Stoccarda: sarebbe il massimo».