Il boss fa litigare sindaco e vescovo

A Castellammare di Stabia, la città in provincia di Napoli dove, nel 2009, fu ammazzato il consigliere comunale del Pd, Gino Tommasino, e dove uno dei componenti del commando di killer partecipò anche alle locali primarie del Pd, l’altro ieri si è tenuta la cerimonia in onore di San Catello, patrono della città, con tanto di corteo. Nel corso della manifestazione, il sindaco Luigi Bobbio (Pdl) e il vescovo, Felice Cece, hanno avuto un diverbio sul tragitto da seguire, perché il primo non voleva che la statua passasse davanti alla casa di un capocamorra ai domiciliari, mentre il secondo giustificava questa usanza dicendo che nei pressi c’era una chiesa. Chiesa, bisogna sottolineare, che è chiusa quasi tutto l’anno. Bobbio, allora, si è sfilato la fascia tricolore e ha ritirato il gonfalone dal corteo, salvo poi ricongiungersi al corteo - che ha omaggiato il padrino, che si è affacciato al balcone salutando la folla - soltanto 500 metri dopo. Secondo indiscrezioni i carabinieri avrebbero inviato, su richiesta del sindaco, una informativa a Procura e Prefettura.