Il boss giovane e inedito degli anni di «Darkness»

I primi due album di Bruce Springsteen non fanno il botto che la Cbs s’attende. Poi, nel ’74, l’illuminato Jon Landau scrive: «ho visto il futuro del r’n’r, si chiama Springsteen» e tutto cambia. Per Born to Run la Cbs spende 250mila dollari in pubblicità e il resto è storia. Ma col megasuccesso arrivano i problemi legali con il manager Mike Appel e il divieto di entrare in sala d’incisione. Springsteen passa il tempo suonando e componendo come un ossesso, insieme alla sua band, a Holmdel, New Jersey, a poche miglia dalla sua casa natale di Long Branch. Da queste session nasce Darkness on the Edge of Town, l’album della svolta che oggi riappare in un megacofanetto con il cd originale remasterizzato, il doppio cd The Lost Sessions con 21 inediti, il dvd che racconta minuto per minuto cosa accadde in studio più altri due dvd. Uno con il concerto a porte chiuse al Paramount Theatre di Asbury Park dell’anno scorso («voluto da Bruce perché i fan avrebbero scaldato troppo l’atmosfera e rotto l’intimità», racconta Landau) in contrasto col fragore dello show allo stadio di Houston del 1978. L’altro con registrazioni in studio e dal vivo del periodo ’76 - ’78 e i cinque brani in concerto a Phoenix nel ’78 registrati e rimasti inediti fino ad oggi.
È il tesoretto del Boss, che si racconta anche attraverso lo stupendo libretto di 80 pagine che accompagna il box e le emblematiche foto in bianco e nero. Nasce nelle immagini del documentario - spontanee perché riprese a livello amatoriale e poi montate con materiale nuovo dal regista Tom Zimmy - il nuovo Springsteen, che abbandona l’entusiasmo emotivo di Born to Run per trasformarsi in guascone poeta di strada: «Volevo che i miei nuovi personaggi si sentissero logorati, invecchiati ma non sconfitti - sottolinea - in ogni brano era sempre più vivo il senso della lotta quotidiana. Preparare quel disco fu come giocare con la dinamite - ricorda ora il Boss - volevo un suono ribelle e adulto e alla fine Darkness fu il prototipo di ciò che avrei sempre fatto».
Il boss scrive tanto in quei giorni, scrive un centinaio di brani e li lascia in un cassetto. Alcuni entreranno in The River, molti usciranno nel quadruplo cofanetto Tracks (1996), gli altri saranno inseguiti disperatamente (soprattutto sui «bootleg») dai fan più scatenati. Ora escono ufficialmente in Lost Sessions dove si può gustare «il primo ciak» di Because the Night. Sì, proprio quella che il Boss regalò a Patti Smith.