Boss ucciso, sempre grave la bimba ferita

Uno scontro tra le cosche della 'ndrangheta all'origine dell'agguato dell'altra sera vicino a Crotone nel quale è stato ucciso
Luca Megna, di 37 anni, figlio del boss Domenico. Ferite la moglie di Megna e la figlia di cinque anni

Catanzaro - Uno scontro tra le cosche della 'ndrangheta per il controllo delle attivita' illecite potrebbe essere all'origine dell'agguato compiuto ieri sera nella frazione Papanice di Crotone nel quale è stato ucciso Luca Megna, di 37 anni, figlio del boss Domenico che è attualmente detenuto. Nell'agguato sono state ferite la moglie della vittima, in modo lieve, e la figlia di cinque anni. Quest'ultima é in gravi condizioni nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Catanzaro. Che il movente dell'agguato sia riconducibile alla criminalità organizzata lo dimostrerebbe anche il fatto che le indagini, compiute dagli agenti della squadra mobile, sono coordinate dalla Dda di Catanzaro in collaborazione con la Procura della Repubblica di Crotone. Il Procuratore Aggiunto della Procura di Catanzaro, Salvatore Murone, ed il coordinatore della Dda, Mario Spagnuolo, stanno seguendo costantemente l'attività investigativa. Nelle scorse ore gli investigatori hanno sentito numerose persone ed hanno effettuato controlli e perquisizioni nei confronti di pregiudicati di Crotone e di comuni limitrofi. Luca Megna, che era in compagnia della moglie e della figlia di cinque anni, era a bordo di una Fiat Panda che stava uscendo dall'autorimessa privata dell'abitazione quando il mezzo è stato bloccato da alcune persone che hanno iniziato a sparare con pistole di diverso calibro. L'uomo sentendo gli spari ha cercato con la sua automobile di investire i killer ma poi è stato raggiunto dai proiettili ed è morto all'istante. La moglie di Megna è stata ricoverata nell'ospedale di Crotone. La figlia, che ha cinque anni e che è ferita alla testa, è stata sottoposta ad interventi chirurgici nell'ospedale di Catanzaro e le sue condizioni sono molto gravi. Il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, ha detto che "atterrisce il ferimento di una bambina innocente in una guerra mafiosa. Bisogna che lo Stato dispieghi la propria forza, fermi la violenza, isoli i clan".