Il boss della Virgin vuole ridurre lo smog regalando miliardi

Maddalena Camera

da Milano

Sono sempre più generosi i ricchi del mondo. Dopo Bill Gates che con la moglie Melinda ha dato vita alla più ricca fondazione del pianeta dotata di oltre 30 miliardi di dollari, una cifra che potrebbe raddrizzare in un sol colpo i bilanci di diversi paesi (Italia compresa), anche Richard Branson, il miliardario proprietario di Virgin, un impero che spazia dalle compagnie aeree alla telefonia mobile, ha deciso di «investire» in beneficenza. E precisamente nella causa ambientale.
Qui finiranno i profitti generati dalla divisione trasporti aerei del suo impero societario. E dunque circa 3 miliardi di dollari in 10 anni finanzieranno progetti di ricerca per lo sviluppo di fonti di energia rinnovabile, nel tentativo di ridurre la dipendenza da petrolio e carbone. L’annuncio del multimiliardario è giunto durante il secondo giorno di lavori del Clinton Global Initiative, la conferenza annuale a margine dei lavori dell’assemblea generale delle Nazioni Unite avviata dall’ex presidente Bill Clinton con l’obiettivo di affrontare i principali problemi che affliggono il mondo. La riduzione dell’effetto serra e del surriscaldamento delle temperature terrestri rappresenta uno dei principali obiettivi dell’iniziativa di Clinton. «Non dobbiamo essere la generazione responsabile di aver danneggiato l’ambiente in modo irreversibile» ha detto Branson durante la presentazione della sua iniziativa, affiancato dall’ex presidente Clinton, che a sua volta ha lodato il fondatore di Virgin definendolo una delle persone più «creative e socialmente impegnate che io abbia mai conosciuto».
Sul fronte benefico recentemente è entrata anche Google il popolare motore di ricerca che in pochi anni è diventato una delle società più conosciute al mondo.
Google.org, l’ente voluto dai fondatori della società Larry Page e Sergey Brin, ha lo scopo di combattere la povertà, le malattie e l’effetto serra e ha un patrimonio di 1 miliardo di dollari di dotazione iniziale. Nel programma della fondazione figura anche lo sviluppo di carburanti efficienti, capaci di alimentare motori ibridi combinando etanolo, benzine tradizionali ed elettricità.
Unica differenza dalle altre fondazioni benefiche è il fine. Google.org infatti è un ente a fine di lucro. Questo fatto secondo Page e Brin, darebbe all’intera struttura la possibilità di ampliare la portata del carattere filantropico dell’iniziativa facendone aumentare la flessibilità.
Per esempio, raggiunto lo scopo, la fondazione potrebbe avviare la commercializzazione del carburante costituendo una società, finanziandola con altri partner e magari promuovere la lobby sul Congresso per una legge che assicuri crediti fiscali a chi acquista auto con alimentazione superefficiente.