Bossi ai fedelissimi: «La legge elettorale non si tocca»

La «Padania» sull’Udc: «Berlusconi ne ha piene le palle. E ha ragione». Formigoni revoca le deleghe al leghista Cè

Adalberto Signore

da Roma

E pensare che durante la riunione straordinaria convocata ieri pomeriggio in via Bellerio Umberto Bossi aveva chiesto ai suoi di stemperare i toni. «È una baruffa estiva, cerchiamo di non alimentare polemiche», aveva detto il Senatùr, evidentemente ignaro che di lì a qualche ora il presidente della Lombardia Roberto Formigoni avrebbe deciso di sospendere «dalle funzioni» l’assessore alla Sanità Alessandro Cè. «Una decione - si legge in una nota diffusa da Lombardia Notizie - assunta al fine di facilitare la necessaria e serena riflessione da parte dell’assessore e giungere a ristabilire, in maniera definitiva, quel clima di fiducia e di leale collaborazione fra tutti che permetta alla giunta di svolgere con serietà, efficacia e compattezza il proprio lavoro». Un gesto, quello di Formigoni, che a differenza di quanto ci si sarebbe potuto aspettare non ha però scatenato l’offensiva della Lega (in questi giorni durissima con il governatore lombardo, sempre o quasi nel mirino della Padania, il quotidiano del Carroccio diretto da Gianluigi Paragone).
Sia Roberto Calderoli che Giancarlo Giorgetti, infatti, hanno seguito la linea data dal Senatùr. «Non ci sono problemi e in ogni caso di questa cosa se ne occupa Bossi», dice il ministro delle Riforme prima della notizia della sospensione di Cè. Ma pure il commento del presidente della commissione Bilancio della Camera e segretario della Lega Lombarda - questo successivo - è più che mai distensivo: «Prendiamo atto della decisione di Formigoni serenamente, dato che è prerogativa del presidente avocare le deleghe». «Ma - aggiunge - il governo della regione è politico, espressione dei partiti che lo compongono e adesso s’impone una serena verifica tra i partiti della coalizione».
Ma in via Bellerio ieri si è parlato pure di legge elettorale. Una questione che per il Carroccio non è mai stata in discussione visto che «quando tocchi una cosa del genere sai quando inizi e non quando finisci». Insomma, di un’eventuale modifica, dice Bossi ai suoi, «non se ne parla». Un accenno pure alle polemiche sulla leadership del centrodestra e alle «accelerate» dell’Udc. E la posizione della Lega si può sintetizzare con il titolo della prima pagina della Padania in edicola oggi: «Berlusconi ne ha piene le palle. E ha ragione».