Bossi ai suoi: «Fiorani va difeso ha a cuore gli interessi padani»

Il senatur chiede «compattezza» a fianco del banchiere. La Padania: su Credieuronord errori della Lega ma non è il Banco Napoli

Adalberto Signore

da Roma

«Dobbiamo essere compatti nella difesa di Fiorani, è uno che ha a cuore gli interessi della Padania e del Nord». Sulla questione Antonveneta-Bankitalia e sulle intercettazioni pubblicate in questi giorni sui giornali, Umberto Bossi ha scelto di non scendere in campo in prima persona. Al suo stato maggiore, però, il Senatùr ha dato indicazioni chiarissime: «non va difeso tanto Fazio», che come dimostrano i crac Cirio e Parmalat di errori ne ha fatti, ma Gianpiero Fiorani, l’uomo che con il suo progetto di realizzare una grande banca lombardo-veneta «è vicino agli interessi del Nord».
Una linea, quella del Capo, emersa chiaramente nei giorni scorsi quando tutto il Carroccio ha fatto quadrato sul governatore. «No a processi politici», aveva detto il ministro del Welfare Roberto Maroni spiegando che quella non era solo la sua posizione ma di tutta la Lega «perché concordata con Bossi». E la ragione di fondo sta proprio nel fatto che a via Bellerio Fiorani viene considerato l’artefice di un progetto che ha sempre affascinato il Senatùr: la nascita di una banca del Nord, vicina alle esigenze e agli interessi delle piccole e medie imprese. Dopo aver costituto un forte assetto sull’asse Lombardo-Ligure-Toscano, infatti, l’acquisizione dell’Antonveneta avrebbe fatto della Banca popolare italiana - di cui Fiorani è amministratore delegato - uno dei più importanti poli bancari del Nord Italia. Insomma, un progetto che non poteva non entusiasmare la Lega.
Così, non è un caso che in questi ultimi giorni il quotidiano del Carroccio la Padania abbia tenuto sulla questione una linea nettissima. Già il 28 luglio il direttore Gianluigi Paragone firmava un editoriale dal titolo Nel giallo Fiorani la solita Roma e neanche una settimana fa la prima pagina era dedicata a «Roma Padrina» («Chi c’è dietro l’attacco a Fiorani e alla nuova finanza padana?») con esplicito riferimento a Il Padrino, film culto di Coppola. «Un polo bancario del Nord - dice il sottosegretario alle Attività produttive Roberto Cota - sarebbe utilissimo per tutelare le esigenze del nostro ceto produttivo. Contro l’operazione, però, si sono schierati poteri fortissimi, da Abn Amro a Geronzi fino a Prodi. E poi è partita questa spaventosa campagna denigratoria che ha come obiettivo Fazio per colpire il progetto in sé».
Ma sulle posizioni della Lega, si sa, pesa il crac della Credieuronord, la banca del Carroccio salvata proprio dalla Popolare di Lodi di Fiorani. «A via Bellerio - è l’accusa - si sono schierati con Fazio e Fiorani per riconoscenza». E certo, considerando che era stato lo stesso Bossi dal prato di Pontida a invitare i suoi a «non perdere l’occasione» e acquistare azioni della banca «dei padani», il fatto che la Popolare di Lodi si sia fatta carico del salvataggio non è cosa da poco. E sulla vicenda ieri è scesa in campo pure la Padania con un editoriale di Paragone: Stiamo parlando di Credieuronord o del Banco di Napoli? «Insomma - spiega il direttore - sulla Credieuronord di errori la Lega ne ha fatti. Ma non c’è stato alcun intervento pubblico, ai contribuenti non è costata una lira. A differenza di quanto accaduto per il Banco di Napoli o di Sicilia». E all’obiezione che su quell’operazione Bossi si spese in prima persona, la replica è sibillina: «La Lega ci mette sempre la faccia, a differenza degli altri. Ma dietro il Banco di Napoli o di Sicilia c’era o no tutto il pentapartito?». «Bossi - conclude - vede in Fiorani l’uomo che può concretizzare il progetto di una banca del Nord, quello che lui ha avuto l’intuizione di immaginare anni fa e che purtroppo non ha avuto fortuna».