Bossi attacca ancora Pisapia: con lui una Milano indecente

<strong><a href="/interni/case_rom_e_tasse_sullauto_cura_dellultra_pisapia/19-05-2011/articolo-id=524040-page=0-comments=1" target="_blank">Ecco la cura di Pisapia</a></strong>: case ai rom, nozze gay e tassa sull'auto. Il Senatur suona la carica ai suoi: &quot;Non lasceremo Milano nelle mani di
un matto che vuole riempirla di clandestini, moschee e zingari&quot;

Roma - Sono da sempre stati i temi cari alla Lega Nord: contrasto ai campi rom abusivi e chiusura dei centri culturali islamici che rischiano di diventare fucine del fondamentalismo islamico. Nel programma del candidato della sinistra a Milano Giuliano Pisapia ci sono sia la costruzione di una moschea sia l'integrazione delle comunità rom permettendo loro di "autocostruirsi le proprie case". Un panorama che spaventa i vertici del Carroccio. "Non abbandoneremo Milano nelle mani di un matto che vuole riempirla di clandestini, di moschee e trasformarla in una zingaropoli - accusa Umberto Bossi - non abbandoneremo Milano nelle mani di questa gente". Un impegno che, però, viene strumentalizzato dalla sinistra per attaccare tutto il centrodestro e spostare l'attenzione dal progrmma di Pisapia. 

In cinque anni di lavoro, l'amministrazione Moratti è riuscita a infliggere un durissimo colpo alla criminalità. Secondo i dati forniti dal Viminale, infatti, è stato registrato un calo che fiora il 50 per cento. Il rischio, paventato dai vertici della Lega Nord, è che questo durissimo lavoro vada in frantumi con l'apertura delle maglie da parte di Pisapia: Milano diventerebbe il punto di arrivo sia per i clandestini che sbarcano sulle coste siciliane o i rom senza fissa dimora che vivono nell'hiterland del capoluogo lombardo. Dopo la batosta incassata lunedì al primo turno delle comunali, il Carroccio si è mobilitato per spiegare questi rischi anche ai milanesi. D'altra parte il Senatur non ha alcun dubbio: a Milano vincerà la Moratti perché i milanesi non lasceranno vincere "un matto che vuole trasformare la città in una zingaropoli, riempirla di clandestini e di moschee". Non è infatti un caso che alla manifestazione di ieri sera al Teatro Smeraldo a favore di Pisapia era presente anche Abdel Shaari, direttore del centro islamico di viale viale Jenner. "Manca solo un dettaglio sottaciuto ai milanesi - si chiede il vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato - dove, in quale quartiere, ci sarà questo grande spazio di aggregazione e che per le dimensioni sarà certamente un polo di attrazione per musulmani da ogni parte d’Italia e dal mondo, clandestini compresi, richiamati dalla voce del muezzin dal minareto?".

Dalla sconfitta, la Lega appare più unita di prima. Cadono nel vuoto i rumors di rivolte interne e sommosse contro lo stesso leader. "La base sta dove sto io - assicura il Senatur - è un partito abbastanza unito, ma qualche paura c’è: stare al governo deve portare alle riforme". Il partito si ritrova più compatto e combattivo, deciso a ribaltare il risultato delle urne e annullare quel divario di sette punti tra la Moratti e Pisapia. Un lavoro duro che, però, Bossi vuole risparmiare a nessuno perché la posta in gioco è davvero troppo alta: "Vinceremo e Milano rinascerà". La sinistra, spaventata dalla contromossa leghista,ha subito cercato di spostare il dibattito dal confronto sui programmi agli insulti. Se da una parte Antonio Di Pietro accusa il Senatur di essersi "berlusconizzato", il piddì Enrico Letta dice che "fa parte del dna di una maggioranza che vuole pervicacemente perdersi". Bossi, tuttavia, non si lascia tirare per la giacca e ribatte a stretto giro alle provocazioni della sinistra: "Non ho detto che è matto, ma che il suo progetto non è compatibile con una Milano decente". E spiega: "Vuole trasformare Milano in una zingaropoli, costruire la più grande moschea d’Europa, tutte cose incompatibili con Milano".

Anche dal Pdl è partita la controffensiva in vista del ballottaggio. Da questa mattina in città sono apparsi i manifesti con l’appello ai cittadini a non lasciare il governo del capoluogo lombardo alla sinistra (guarda la gallery). "Forza Milano! Non lasciamo la nostra città in mano alla sinistra": questo lo slogan che dalle prime ore di oggi campeggia in moltissimi cartelloni per la propaganda elettorale. Dove è stato possibile gli attacchini hanno affisso i manifesti accanto a quelli arancioni di Giuliano Pisapia che da martedì ringraziano i milanesi per il risultato del primo turno. Lo slogan dei cartelloni del centrodestra, commissionati dal gruppo Forza Silvio del deputato Antonio Palmieri,è stato parzialmente modificato rispetto a quello che fin da ieri aveva invaso Facebook: "Non lasciamo la nostra città in mano alla sinistra dei centri sociali".

Per il ballottaggio il Pdl si rivolgerà a tutti coloro che al primo turno hanno disertato le urne per metterli in guardia riguardo i rischi che la città correrà se dovesse malauguratamente cadere nelle mani di Pisapia. "Il pericolo - sostiene il Pdl Massimo Corsaro - è che Pisapia, per accontentare i sostenitori della sinistra radicale e gli amici dei centri sociali che lo supportano, trasformi la nostra città in una sorta di porto franco per il consumo di droga". Una città dove la polizia locale viene ridotta a mera esattrice di tasse occulte, attraverso le multe, perché "sgravata" da tutti i suoi compiti di sicurezza e tutela del cittadino, in cui si nega l'indubbio effetto positivo tradotto dalla presenza dei militari nelle aree più a rischio. "I milanesi hanno, inoltre, il diritto di sapere, prima del voto, dove e con quali soldi il signor Pisapia intende costruire la nuova grande moschea. Per non parlare dei campi rom abusivi contro il cui sgombero Pisapia si è da sempre schierato. "Al ballottaggio, i milanesi devono quindi sapere che in ballo non c'è semplicemente il prossimo inquilino di Palazzo Marino ma - conclude Corsaro - il modello di sviluppo economico, sociale e culturale che la capitale del Nord avrà nei prossimi anni".