Bossi: "Cambiare la legge elettorale si può, basta che Prodi voglia farlo"

Il segretario della Lega: &quot;Dipende tutto dal lui, è sempre chi comanda che dà gli ordini&quot;. Intanto <strong><a href="/a.pic1?ID=206112">prosegue il duello</a></strong> tra Prodi e <strong><a href="/a.pic1?ID=205927">Berlusconi</a></strong>. Il Senatùr: &quot;In piazza a Milano contro le tasse il 2 dicembre&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=206126" target="_blank">Marini: &quot;Sì al sistema elettorale tedesco.</a></strong> Poi difende Mastella e Rutelli per il volo di Stato al Gp di Monza e la platea dell'Udc lo fischia

Cuneo - "Se la legge elettorale la vogliono è lì da fare, ci sono i numeri, anche Berlusconi ci sta". Con queste parole il segretario federale della Lega Nord, Umberto Bossi, si dice disponibile al dialogo con la maggioranza nonostante il blocco del dialogo causato dall’ultima nomina del Cda Rai. "Nel patto di Gemonio - ha detto Bossi al termine della tradizionale cerimonia dell’ampolla alla sorgente del Po - si è riusciti a mettere insieme delle volontà politiche. Si tratta di passare dalle parole ai fatti. Dipende tutto da Prodi, è sempre chi comanda che dà gli ordini".

Secondo il leader del Carroccio l’intesa si può trovare e l’approvazione di una nuova legge elettorale non necessariamente implica il ritorno al voto. Il Governo "può andare avanti con una legge elettorale nuova. Il presidente della Repubblica - ha concluso - l’ha chiesta. Fare una legge elettorale non è necessariamente legata al voto". Quanto al blocco del dialogo con l’opposizione manifestato da Berlusconi, Bossi ha detto "io sono uno che preferisce fare le cose, non bloccarle per puntiglio".

In piazza contro le tasse il 2 dicembre La Lega Nord sarà in piazza a Milano il 2 dicembre per una manifestazione contro il fisco indetta da tempo. Così Bossi ha risposto alla domanda se accoglierà o meno l’invito del leader della Cdl, Silvio Berlusconi, a partecipare a una manifestazione in quella data. "Se c’è la Lega vengono tutti", ha concluso Bossi al termine della cerimonia dell’ampolla alla sorgente del Po.