Bossi capolista in tutta Italia. Spazio alle donne del Carroccio

Si pensa di riconfermare quasi in toto la vecchia guardia ma spuntano i nomi della Mauro, della Seganti e della Guerra

Roma - Umberto Bossi capolista in tutti i collegi della Camera, riconferma di quasi tutti i parlamentari e divieto di candidatura per chi guida governi locali. La Lega Nord affila le armi in vista del voto. In questi giorni, in realtà, i vertici del Carroccio si stanno occupando dei rapporti con gli alleati. E quindi di come la Casa delle libertà si presenterà e, soprattutto, di chi saranno i compagni di viaggio. Ma siccome i tempi sono limitati, stanno già emergendo i primi orientamenti anche sulla composizione delle liste. Ieri i vertici del partito hanno ufficialmente chiesto al Bossi fare il capolista in tutti i collegi per Montecitorio. E da parte sua c’è già la disponibilità a tornare a Roma.

Per quanto riguarda le altre candidature, racconta il capogruppo alla Camera Roberto Maroni, «assieme a Castelli (che è presidente dei senatori leghisti, ndr) abbiamo dato una valutazione positiva di come hanno lavorato i parlamentari uscenti». Un segnale che la tendenza è per una conferma. Anche perché - spiega Maroni - nel 2006 i gruppi si sono rinnovati per il 50 per cento e ora la Lega può contare su una pattuglia rodata e giovane.

Altra decisione di ieri è quella che i presidenti di provincia e i sindaci della Lega Nord non si dovranno candidare alle elezioni. «Per noi è importante rispettare il mandato delle comunità locali», spiega ancora Maroni, al quale non dispiacerebbe che gli altri partiti della Casa delle libertà facessero una scelta analoga: «Così potremmo dimostrare che l’election day è stato deciso solo per favorire Veltroni e il Partito democratico».

L’ultima parola spetta comunque alle regioni, quindi non sono da escludere sorprese importanti dalle segreterie più forti. In questi giorni si è parlato anche di novità nelle candidature rosa. Nuove entrate come quella di Federica Seganti, già assessore regionale in Friuli-Venezia Giulia, e di Alessandra Guerra, già presidente (se pure ad interim) della Regione Friuli-Venezia Giulia. In pole position per un seggio anche Rosi Mauro, la pasionaria del SinPa, il sindacato padano.