Bossi alla carica: si torna a fare politica pesante

Giuseppe Salvaggiulo

da Milano

«Pontida? È andata bene, anzi benissimo, ho avuto una impressione molto positiva. Adesso cominciamo a fare politica pesante».
Rincuorato dal bagno di folla di domenica sul «sacro pratone» che l’anno scorso non aveva potuto calcare per il malore di marzo e la successiva lenta rieducazione, Umberto Bossi rilancia e indica le prossime sfide della Lega.
Il leader del Carroccio si gode la rivincita per la nuova tappa nel percorso che lo riporta alla politica attiva e si toglie qualche sassolino dalla scarpa: «Qualcuno forse si illudeva che avrei smesso con la politica ma si sbagliava...».
Bossi torna anche sulle parole pronunciate, a voce bassa, alla fine del suo secondo intervento sul palco di Pontida («Adesso arrivano i bei tempi») e spiega: «Che cosa intendevo? Semplicemente che ci sono molte cose da fare e che cominciamo a fare politica pesante».
E che cosa intende con politica pesante? Bossi risponde sibillino: «Vedrete. Chi ha da dire sulla Lega e su di me avrà delle sorprese».
Che la grande manifestazione d’affetto del suo popolo padano abbia rinsaldato la tenacia e la voglia di politica di Bossi, lo conferma lo stesso Senatùr quando racconta la sua agenda del dopo-Pontida. A chi gli chiede che cosa ha fatto negli ultimi due giorni risponde: «Ma che domanda è...? Lunedì sono andato sul prato di Pontida a ringraziare i ragazzi e i militanti per quel che hanno fatto, e martedì sono andato in ufficio e poi a pranzo alla mensa in via Bellerio. Arrivederci». Come dire: quello che ho sempre fatto, la normale agenda del segretario federale della Lega.
«Che gioia rivederlo a Pontida, ho sempre creduto che ce l’avrebbe fatta», esulta il primogenito di Bossi, Riccardo, che in un’intervista al settimanale Chi racconta: «Mio padre mi ha trasmesso una grande passione per la politica. Ricordo che quando ero piccolino, in vacanza a Livigno, lui passava la notte a scrivere. Io andavo a letto, magari mi svegliavo di notte perché vedevo la luce accesa, e lui era al tavolo a lavorare».
Riccardo, 27 anni, studente di scienze politiche, in passato è stato assistente accreditato dell’europarlamentare leghista Francesco Speroni e ha manifestato ambizioni politiche («Ma prima devo studiare»). Ad agosto sposerà la fidanzata Maruska. Testimone di nozze: Alessandra Meggiorin, sorella di Claudio, il barista di Besano (Varese) ucciso due settimane fa da due albanesi mentre cercava di sedare una lite all’esterno del locale in cui lavorava.
Del futuro della Lega parla anche Giancarlo Giorgetti sul giornale online Affaritaliani: «È inconcepibile pensare che Bossi voglia uccidere la Lega. Noi restiamo Lega, non ci sono dubbi e non ci sono mai stati. Il problema è che siccome c'erano diverse interpretazioni, sul sacro suolo di Pontida il segretario ha giustamente messo fine a ogni tipo di illazione e ha detto chiaramente quello che pensa. Non posso né immaginare né concepire che Bossi, dopo aver creato e visto nascere la Lega, possa in qualsiasi modo pensare di ucciderla. È semplicemente inconcepibile». Giorgetti rivendica «il legame della Lega con la propria gente e il proprio elettorato» e non crede all’ipotesi di costituzione di un «grande centro»: alle elezioni del 2006 si arriverà con i due attuali poli, «perché in tempi così brevi non c'è lo spazio per mettere in piedi qualcosa di alternativo».