Bossi detta la strategia alla Lega «Poca Unipol e tanta politica»

E intanto si aprono altre sedi in Abruzzo e nel Lazio

Adalberto Signore

da Roma

Campagna elettorale a senso unico «contro la sinistra» e il suo programma «indecente», cautela sul caso Unipol perché «stanno cercando di metterci in mezzo con Fiorani» e potrebbe diventare un boomerang, il solito lavoro a tappeto sul territorio da concentrare sulle battaglie care alla Lega (prima fra tutte, la crociata contro la Cina e la campagna per il sì al referendum confermativo) e una puntatina, seppur timida, verso il centro e il sud del Paese perché «ora che siamo tornati al proporzionale non si può lasciare nulla». È questo, a grandi linee, il decalogo che Umberto Bossi sta dettando ai suoi colonnelli in vista di una campagna elettorale che per il Carroccio si annuncia più difficile del previsto. Da una parte, a causa dei presunti rapporti tra alcuni dirigenti della Lega e la Bpi di Gianpiero Fiorani (Repubblica ha fatto i nomi di Bossi, Calderoli e Giorgetti che hanno risposto a suon di querele), dall’altra perché iniziano a farsi sentire i primi effetti «indesiderati» del tridente, nel quale l’unico partito della Cdl a non avere una punta titolare è proprio la Lega. Così, da una decina di giorni, Bossi ha iniziato a catechizzare i suoi a dovere e ha intensificato gli incontri ristretti in via Bellerio con Roberto Calderoli, Roberto Maroni e Giancarlo Giorgetti ospiti fissi e, a turno, Stefano Stefani, Roberto Cota, Maurizio Balocchi e il resto del battaglione leghista.
Il Senatùr ha ribadito che la campagna elettorale va fatta «contro la sinistra» e «il suo programma» che «è indecente». «Basta leggerlo - ha spiegato - per capire che non sono d’accordo su nulla. Fanno così tanti errori che la nostra campagna elettorale è già fatta: aspettiamo che sbaglino». Così, non è un caso che da giorni Calderoli abbia ingaggiato una vera e propria battaglia contro Pacs e unioni omosessuali (ieri l’ultimo assalto), argomento su cui nell’Unione esistono posizioni diversissime.
Sul caso Unipol, invece, si è scelta la strada della cautela. Perché - ha detto Bossi - «è in atto un vero e proprio attacco mediatico nei nostri confronti, visto che s’inventano qualsiasi cosa pur di accostare i nostri nomi a quello di Fiorani». Un attacco a cui parteciperebbero anche alcune Procure se il Senatùr si è lasciato sfuggire che «la Lega non può chinare il capo e darla vinta alla magistratura». E quindi, su Unipol «è bene fare andare avanti gli altri» (cosa che Bossi ha ripetuto più volte anche a Silvio Berlusconi, criticando la sua scelta di presentarsi dai Pm). Così, i vertici della Lega tacciono e lasciano alla Padania l’assalto a Consorte e ai Ds. Mentre Giorgetti sta buttando giù un dossier sui rapporti tra Bpi (ex Bpl) e Credieuronord da distribuire a tutti i parlamentari della Lega («dobbiamo essere pronti a difenderci da queste infamie»).
Ai suoi, anche al Movimento dei giovani, Bossi ha ripetuto che «le elezioni si vincono pedalando sul territorio» (oggi inizia la festa della Lega Lombarda che andrà avanti per dieci giorni). E infatti, nonostante l’assenza di Bossi dal piccolo schermo (nei prossimi giorni al Senatùr sarà applicato un pacemaker, un intervento di routine di cui si parla da settembre) i sondaggi sono positivi (ieri l’Swg dava il Carroccio al 5,2%).
Nell’ottica del proporzionale, poi, la Lega ha deciso di scendere sotto il Po. Il mese scorso era stata inaugurata una sede a Roma e nei prossimi giorni, sotto la supervisione del senatore Cesarino Monti, dovrebbe toccare anche a Avezzano, Chieti, Pescara e Teramo (in Abruzzo), Latina e Frosinone (nel Lazio).