Bossi: «Due ministri per Lombardia e Veneto»

Il senatùr: «Non subiremo più la canaglia romana. La Cina? Io e Tremonti faremo introdurre i dazi»

da Milano

È pronto per rientrare al governo, ma è un Umberto Bossi di lotta quello che ogni giorno rilancia dai palchi della campagna elettorale del Nord l’antica e sempre nuova battaglia del Carroccio. «Se non otterremo il federalismo, la storia prende una strada più energica e più pericolosa», aveva avvertito venerdì scorso. «È l’ultima volta che parleremo di federalismo, poi cambieremo strategia; state pronti, non subiremo più la canaglia romana», ha ribadito ieri da Vicenza, aggiungendo che «la libertà non ce la dà Roma e il suo sindaco che giorno per giorno ci ha portato via il sangue». E così, lui prenderà il ministero delle Riforme che Tremonti e Berlusconi, dice, gli hanno offerto, ma vuole, e promette, di più, due ministri per la Lombardia e per il Veneto: «È cosa necessaria, perché il Nord, la Padania, deve essere rappresentata; abbiamo una cultura differente e i ministri servono per puntare alle infrastrutture».
Quanto al viaggio di Walter Veltroni nel profondo Nord, il senatùr s’infervora: «La sinistra chiacchiera sul Nord, è come uno che entra al bar e dice “da bere per tutti... ma pagate voi”». Per Bossi, l’esempio è quello dei rifiuti di Napoli: «Adesso dicono che hanno trovato i soldi, chissà se dureranno tre giorni... ». E che dire della crescita dei prezzi? «Vai a Londra lowcost spendendo nulla, poi vai al supermercato e non puoi fare la spesa». Per non parlare dell’immigrazione: «Avanti immigrati, hanno detto, per votare comunista e comunque a sinistra».
È ora di voltare pagina, avverte il leader della Lega. Introducendo i dazi, tanto per cominciare: «Gli imprenditori in sofferenza per concorrenza sleale Vanno aiutati: andrò in Europa con Giulio Tremonti, noi siamo i più cattivi, e faremo di tutto per introdurre i dazi». Dalla globalizzazione alla Cina il passo è breve e, avverte Bossi, «se fosse per la Padania le Olimpiadi di Pechino sarebbero da boicottare».
C’è ancora spazio per ricordare Anna, la ventenne vicentina morta nei giorni scorsi che si è fatta seppellire con la camicia verde. «Per noi Anna - ha detto Bossi - è solo nata, non è mai morta. Ormai sono migliaia i padani che si fanno seppellire con i nostri simboli».