Bossi: una farsa della sinistra per nascondere i guai del Paese

Il Senatùr: "L'attacco a Berlusconi è una barzelletta". Gasparri: "E' in corso un'aggressione a chi tutela l'ordine". Cicchitto: "Già sparito il garantismo ds"

Roma - La Casa delle libertà passa al contrattacco. E dopo aver accolto con stupore l’affondo verbale di Piero Fassino e il suo spericolato tentativo di collegare i dossier del Sismi all’attività di governo di Silvio Berlusconi, alza il tiro e risponde colpo su colpo alla campagna di delegittimazione del centrosinistra. Il più deciso nel derubricare a «manovra finalizzata a sviare l’attenzione dell’opinione pubblica » la raffica di dichiarazioni degli esponenti dell’Unione è Umberto Bossi. «La questione Sismi e l’attacco a Berlusconi? Una farsa, una barzelletta messa in piedi per non parlare dei problemi veri del Paese». Quella del Senatùr è, però, soltanto la chiosa finale di una giornata in cui si ripete un copione già visto nelle 48 ore precedenti, con il centrosinistra impegnato ad attizzare il fuoco polemico e a invocare la costituzione di una commissione di inchiesta. Ma anche a commentare le parole di Niccolò Pollari che ha chiesto di poter parlare liberamente, senza il vincolo del segreto di Stato. «Togliere il segreto di Stato, e poter capire finalmente ed effettivamente cosa sia accaduto dagli anni Ottanta a oggi, è cosa buona e opportuna », sostiene il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, che si dice «favorevole a una commissione d’inchiesta». Torna sulla richiesta di essere esentato dall’obbligo del segreto di Stato anche il diessino Massimo Brutti: «Le affermazioni di Pollari sono di estrema gravità. Venga al Copaco e dica ciò che può servire a tutela della verità e della democrazia. Se è necessario dotare il Copaco di poteri più penetranti ciò può essere disposto in tempi brevi dal Parlamento ». Insiste sull’esigenza di istituire una commissione d’inchiesta, Clemente Mastella. «Dopo le parole di Pollari la commissione è necessaria per la vita del Paese». Il leader dell’Udeur non nega di conoscere l’ex capo del Sismi. «Ma rispetto a questi fatti dico: tra l’amicizia e la verità scelgo la verità». Le repliche del centrodestra sono numerose e i vari tasselli verbali si compongono inun mosaico di grande unità complessiva. «La vicenda del Sismi va approfondita con rigore.Maritengo che questo approfondimento possa essere svolto all’interno del Copaco. Non ho cambiato idea rispetto al periodo in cui ho ricoperto la carica di presidente della Camera: esiste il rischio di un proliferare delle commissioni di indagine» sostiene Pier Ferdinando Casini. Parole più esplicite arrivano da un altro esponente Udc, Maurizio Ronconi: «Quella dei dossier è un gioco sporco che si ripresenta quando un governo è debole, non ha più autorevolezza e sta per essere licenziato». Dura anche la posizione di An che con Maurizio Gasparri attacca duramente Magistratura Democratica e condanna con parole nette «il polverone» sollevato in queste ore a livello politico- mediatico. E aggiunge: «Da Pollari a Speciale, dal G8 a De Gennaro, è in corso un’aggressione contro chi tutela l’ordine. L’offensiva va respinta». Alfredo Mantovano avanza una proposta precisa: «Conferire al Copaco i poteri di Commissione d’inchiesta». Un’ipotesi di lavoro necessaria «dopo che il Csm ha varato l’equivalente politico di una sentenza di condanna senza contraddittorio». Per Forza Italia parla Sandro Bondi che sottolinea la diversità di comportamento tenuta dal centrodestra «in occasione delle rivelazioni impietose, e perfino imbarazzanti, riguardanti il ruolo dei maggiori dirigenti dei Ds in alcune operazioni economiche ». Fabrizio Cicchitto, a sua volta, fa notare che «il garantismo dei Ds è durato lo spazio di un mattino: il tempo necessario per incassare solidarietà bipartisan su intercettazioni frutto anch’esse della sistematica violazione del segreto istruttorio in atto da anni nel nostro Paese, e per evitare domande troppo imbarazzanti a Fassino e D’Alema». Bacchettate per Fassino e per iDs arrivano anche dal segretario del Nuovo Psi, Stefano Caldoro per il quale «invece di cercare la verità, che forse teme, l’Unione tenta di trovare improbabili responsabilità oggettive ». Chiude il cerchio il segretario del Pri, Francesco Nucara. «L’ultima carta che può giocare una maggioranza incapace di affrontare i problemi del Paese è quella di alimentare ad arte un clima di confusione, tirando in ballo i servizi segreti e prendendo sul serio un personaggio come Pio Pompa».