Bossi: "Federalismo prioritario per l'Italia anche con la crisi economica, calano le spese"

Il ministro delle Riforme alla festa del Pd. "Con il federalismo le spese diminuiscono, lo Stato non paga più a piè di lista". E aggiunge: "La riforma farà bene anche al Sud. Avviata la strada del federalismo fiscale non si può più litigare altrimenti è il caos". Contestate le bandiere della Lega

Firenze - L'avvio del federalismo è una questione prioritaria anche nel periodo di crisi economica "perché incide proprio sull'economia dello stato che è quella in cattive acque". Lo ha detto il segretario della Lega, Umberto Bossi, alla festa democratica . Le spese, ha aggiunto, "con il federalismo diminuiscono" ed è utile anche al Sud "perché i soldi li prende ugualmente e non più a pié di lista, come adesso, cosa che non contribuisce a creare una classe politica responsabile". "Se dai a tutti i costi veri, la spesa diminuisce" ha ribadito Bossi spiegando che a suo giudizio "uno dei motivi per cui è esplosa la spesa è che lo stato paga a pié di lista".

"Non si può litigare altrimenti è caos" "Speriamo che il federalismo sia più vicino perché una volta avviata la strada del federalismo fiscale non si può più litigare perché di mezzo ci sono anche i comuni", ha aggiunto il ministro per le Riforme rispondendo alla domanda se il federalismo è più vicino. "Se ci mettiamo a litigare - ha proseguito il ministro - viene fuori il caos perché il Comune è l'istituzione vicina ai cittadini. E' vietato litigare: bisogna trovare una mediazione possibile altrimenti diventa pericoloso tentare di farlo".

Il federalismo fa bene anche al sud "perché" i soldi li prende ugualmente ma non piu' a pie' di lista come adesso", ha sottolineato BossiIl nuovo sistema contribuirà "a creare una classe politica responsabile".

Festa Pd, contestate le bandiere della Lega Le bandiere della Lega Nord sono state contestate dal pubblico dell'arena della festa del Pd alla quale quale prendono parte i ministri leghisti, Umberto Bossi e Roberto Calderoli, insieme con il Pierluigi Bersani e Sergio Chiamparino. L'ingresso di drappello di militanti leghisti di Pisa con una decine di bandiere è stato contestato dal pubblico che gremiva la platea con fischi e urla. 'Fuori, fuori', hanno gridato i militanti del Pd presenti. Nell'arena erano presenti solo le bandiere leghiste, nessuna bandiera del Partito Democratico. Un militante del Pd si è fatto avanti con una bandiera tricolore sulle spalle dicendo: "C'é solo una bandiera, questa". L'incidente si è concluso con l'uscita di alcuni militanti che hanno ripiegato le bandiere portandole fuori. A far da pacere, è intervenuto il giornalista della Rai Maurizio Mannoni, che ha invitato la platea alla calma sottolineando che i militanti del Pd "hanno il dovere di ospitalità", chiedendo poi ai leghisti di portar fuori le bandiere. "Due bandiere non hanno mai fatto male a nessuno", ha comunque sottolineato Mannoni.