Bossi: "Fucili sempre caldi"

Il leader leghista invita il Pd a collaborare per attuare le riforme: "Se vogliono fare gli scontri io ho 300mila
uomini a disposizione, se vogliono accomodarsi". La risposta Caruso: "Al sud 300mila pronti a prenderti"

Roma - "Non so cosa vuole la sinistra, noi
siamo pronti, se vogliono fare gli scontri io ho trecentomila
uomini sempre a disposizione, se vogliono accomodarsi". Proprio nel giorno in cui si prepara varcare il portone di Montecitorio dopo una pausa che dura dal 2004, il segretario del Carroccio Umberto Bossi si augura che la sinistra scelga la via delle
riforme. Il suo pensierio va alla
riforma federale. Senza se e senza ma: "I fucili sono sempre caldi".

La minaccia alla sinistra "I fucili sono sempre caldi". Nonostante l’invito di Silvio Berlusconi a toni più
pacati, il Senatùr insiste: "Non so cosa vuole la sinistra, noi siamo
pronti, se vogliono fare gli scontri io ho trecentomila uomini
sempre a disposizione, se vogliono accomodarsi. Il leader leghista invita i democratici di Walter Veltroni a scegliere la via delle
riforme, "non come l’altra volta che non vollero assolutamente la
riforma federale". Lo stesso auspicio era stato lanciato ieri pomeriggio dal leader azzurro invitando l'opposizione a "confermare in Parlamento l'impegno a collaborare sulla riforma dell'architettura istituzionale". Proprio Berlusconi aveva chieso ai democratici di evitare di proporre "schemi del passato". Bossi si allinea, ma lo fa tirando - nuovamente - in ballo fucili e scontri.

Le riforme da attuare "Dobbiamo cacciare i clandestini e fare
il federalismo fiscale". Entrato nell’emiciclo di Montecitorio, il senatour, ha
ricevuto battimani dai leghisti, tutti in piedi, e dai colleghi
del centrodestra. "Per ottenere queste riforme useremo in questa legislatura
tutti gli strumenti che servono", spiega il leader del Carroccio ritenendo di essere il futuro
ministro per le Riforme e ribadendo la sua previsione sul
fatto che Maroni sarà ministro dell’Interno. "E chi se no? Chi è che manda via gli
immigrati?". Sull’ipotesi ventilata da Berlusconi che
l’Alitalia possa essere acquistata dalle Fs, il leader della
Lega Nord dichiara: "Non credo che si possa fare".

"Berlusconi? Manterrà la parola" Bossi non teme
sorprese per la formazione del governo: "Mi fido di Berlusconi, stavolta manterrà la parola",
dice lasciando la sede del gruppo della Lega alla Camera. "Ha voluto sposare la Lega -
aggiunge sorridendo - e ora deve eseguire gli ordini".

La minaccia di Caruso "Anche da quest’altra parte, nel cuore
del Sud ribelle, ci sono trecentomila uomini con i fucili caldi
che non aspettano altro che Bossi ci dica dove andarlo a prendere
a lui e ai suoi sgherri padani". Sul suo blog l’ex parlamentare
indipendente di Prc Francesco Caruso, "oggi sovversivo a tempo
pieno", lancia la sfida al leader della Lega. "Visto che anche
noi siamo pronti per gli scontri - dice - Bossi ci comunichi
soltanto il luogo, il giorno e l’ora, non mancheremo e non ci
faremo certo intimorire dai suoi fucili spuntati e dalle sue
minacce inconcludenti".
Assicura Caruso: "Sapremo rispondere colpo su colpo ai padani che
hanno sversato per decenni i loro veleni nelle nostre terre, che
hanno sdrenato e saccheggiato per decenni il meridione in
combutta con una classe politica locale parassitaria, che hanno
rapito, saccheggiato e deportato intere generazioni di giovani
meridionali per far diventare le loro braccia e i loro cervelli
dei semplici ingranaggi al servizio delle loro fabbrichette. Le
nostre sono truppe extraparlamentari, lui invece abbaia ma al
massimo può schierare qualche truppa ministeriale". 

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