Bossi jr si tira fuori: «Non farò l’assessore»

Più movida, più teatri e meno precariato. A una prima occhiata, i temi affrontati da Bossi jr sul palco della festa dei Giovani Padani al Castello sembrerebbero il perfetto copione di una campagna elettorale da assessore ai Giovani. Magari nella prossima giunta comunale. Ma lui: «No, non se ne parla, ho già preso un impegno coi lombardi» tra i banchi della Regione. Ma, se proprio proprio dovesse, allora non gli dispiacerebbe seguire il dicastero alle Politiche giovanili: «Di queste cose non se ne può occupare un 50enne». E in quel caso chiederebbe, come prima cosa, di rimettere mano alle ordinanze anti movida e al coprifuoco nelle zone calde delle notti milanesi. «Bisogna cambiare queste cose qua» sostiene il Trota. Niente restrizioni quindi, niente punizioni per limitare il movimento notturno. Il consigliere regionale suggerisce di seguire l’esempio della Scozia, dove si organizza un festival con «palchi in giro per tutta la città». A suo avviso, Milano andrebbe rianimata, «reincentivando i locali, i teatri e i cinema». «Stanno chiudendo tanti teatri a Milano» ha osservato, citando il caso dello Smeraldo, «e ho paura che si faccia speculazione edilizia». «Bisogna salvare anche le piccole compagnie che non si possono permettere di andare nei grandi teatri», ha aggiunto. Con i giovani padani Renzo Bossi ha anche affrontato il tema del cinema: «Milano è tecnologicamente avanzata anche rispetto a Roma. Da anni qui si utilizzano le nuove tecnologie e da sempre si lavora in digitale, bisogna creare un network tra le realtà esistenti questo garantirebbe anche uno sbocco per i giovani che si formano nel centro dell’ex Manifattura Tabacchi che altrimenti è costretto ad andare a lavorare via».
E i centri sociali? Il figlio del leader leghista si è soffermato sull’argomento Leoncavallo (poco caro, a dir la verità, ai seguaci del Carroccio). «Non ci sono mai stato. Quando e se ci andrò vi saprò dire cosa ne penso» ha detto confermando di aver ricevuto un invito da parte di Chiara Cremonesi, capogruppo di Sel in Consiglio Regionale.
Il Trota ha infine auspicato che la politica inizi a fare qualcosa per l’inserimento lavorativo dei giovani: «Non bisogna incitare le aziende ad assumere i ragazzi con contratti co.co.co, ma almeno con forme contrattuali a tempo determinato».