«Bossi jr vittima di un errore madornale alla maturità»

Il figlio del leader leghista rifarà l’esame orale dopo la bocciatura. La dirigente: «La commissione ha sbagliato, bisogna rimediare»

da Milano

L’ufficio scolastico regionale ha già deciso sul caso di Renzo Bossi, il figlio del leader leghista bocciato alla maturità lo scorso luglio. L’esame orale, secondo i dirigenti lombardi, è stato fatto con una procedura sbagliata che ha penalizzato Bossi jr, «errori madornali» che vanno riparati con la ripetizione dell’esame. Una prospettiva ormai sicura a cui dovrà attenersi la commissione esaminatrice del collegio Bentivoglio di Varese, riconvocata d’ufficio per il prossimo 13 ottobre dal direttore scolastico regionale Anna Maria Dominici.
«Abbiamo letto il ricorso presentato al Tar contro questa bocciatura - spiega la responsabile - e abbiamo deciso di rimediare agli errori macroscopici in cui è incorsa la commissione in questo caso. Un’iniziativa di autotutela in attesa che i giudici del Tar prendano in considerazione la vicenda e per evitare conseguenze pesanti. I legali del giovane oltretutto lamentano anche i danni morali subiti in seguito al discredito suscitato. Meglio dunque rimettere a posto le cose».
Renzo Bossi si era presentato alla maturità come candidato privatista, quindi con un suo programma individuale, ma è stato poi chiamato a rispondere di una disciplina che non apparteneva al suo curriculum di studi. «All’inizio del colloquio - continua la Dominici - il presidente ha fatto scegliere al candidato una delle due buste chiuse in cui c’era la disciplina su cui doveva essere valutato. Il guaio è che ciò è avvenuto senza tener conto del suo programma che appunto non prevedeva la disciplina scelta. Un diritto sacrosanto non rispettato. L’amministrazione scolastica può e deve rimediare».
Dunque per Bossi junior si riapre la sessione d’esame. Restano validi gli scritti, ma il colloquio dovrà essere necessariamente ripetuto. Le modalità del rinnovo delle prove verranno concordate dalla commissione che si riunirà sotto il vigile controllo dell’ispettrice Marisa Valagussa che, oltretutto, è anche responsabile dell’ufficio regionale esami di Stato. Perché questa volta non si commettano altri errori. «Perché non interessa che ci sia di mezzo il figlio di un leader politico - sottolinea Anna Maria Dominici -. Si trattasse anche del figlio di un calzolaio saremmo tenuti a garantire un esame serio con una valutazione equa».
Questo ovviamente non significa che il diploma garantito per Bossi jr. «Per noi anche in questo caso valgono i criteri di rigore e legittimità che si esigono alla maturità», conclude il direttore scolastico.