Bossi: "L'opposizione isolata sogna di tornare a 40 anni fa"

Il Senatùr: "La sinistra ha perso gli operai, così punta su studenti e immigrati per occupare le piazze". Le pagelle: "La Gelmini sta lavorando bene. Il ministro più bello? È la Prestigiacomo"

da Roma

Polemiche sulla scuola? Acqua passata. Mariastella Gelmini «sta lavorando bene». Il Senatùr ribadisce il concetto. E da Como, piazzatosi all’arrivo del Giro della Lombardia, dà manforte al ministro dell’Istruzione. Tanto da bocciare in pieno i cortei e le proteste di questi giorni, diretti alla collega di governo. «La sinistra non ha più il proletariato interno», argomentaUmberto Bossi, convinto che per ripiego punti su quello «esterno», ovvero sugli immigrati, «a cui vuole dare il voto». Ma non solo. Sempre la sinistra, aggiunge il leader del Carroccio, «punta pure sui ragazzi, perché vuole fare un nuovo Sessantotto ». Il segretario leghista va a ruota libera. E, tanto per rimanere nel gergo ciclistico, tira la volata per il Colle al Cavaliere. Sempre che interessi davvero al diretto interessato. Ma intanto, per rispedire pure al mittente il «niet» preventivo di Massimo D’Alema, afferma: «Si dicono molte cose, ma sono i numeri che fanno la realtà ». Cioè, «la gente vota e, sulla base del consenso, uno diventa Presidente della Repubblica». Detto questo, aggiunge: «Poveraccio, non voglio augurargli un peso del genere». Ma se Silvio Berlusconi lo volesse, fa intendere, ci riuscirebbe. «Secondo me - ragiona infatti il ministro per le Riforme - ha un consenso abbastanza diffuso per arrivarci». Dal Quirinale al Pirellone il passo è breve. Il Senatùr non mostra di temere erosioni elettorali, in Lombardia, da parte dell’alleato Pdl. Insomma, non basta prendere posizione contro gli stanziamenti governativi in favore diRoma e Catania. «La gente non sbaglia, sa bene cosa è la Lega, chi è Formigoni e chi sono gli altri». I cronisti lo stuzzicano anche sul sindaco di Milano, Letizia Moratti, ma Bossi mantiene il suo passo: «Non sono preoccupato se si occupano del Nord. La gente, quando va a votare, sa bene cosa è la Lega». Il «capo», come viene chiamato dai suoi, si sofferma brevemente sulla crisi economica. «Dopo la recessione finanziaria c’è il rischio di una recessione produttiva - spiega -. Speriamo però di trovare una via di uscita». Poi, col sorriso sulle labbra, dà un dispiacere ai fan di Mara Carfagna. «Stefania Prestigiacomo è il più bel ministro che Berlusconi abbia avuto». Bossi non disdegna la battuta, smussando così la recente querelle ambientale tra Italia e Unione europea. Poi si fa serio e dice: «Il clima è cambiato e tutti sono preoccupati. La gente vuole cambiamenti, ma poi vuole la corrente elettrica e andare in macchina». Ecco perché «la soluzione è difficile da trovare». Si passa all’Expo 2015, al nodo governance ancora da sciogliere. E a chi gli chiede lumi sul provvedimento ad hoc da approvare, Bossi replica con un invito: rivolgete la domanda al premier e al ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. «Comunque - afferma - penso che i tempi saranno rapidi». In ogni caso, il leader leghista spiega che «il primo decreto era sbagliato». Poi ribadisce la volontà di inserire nella società di gestione anche il comasco Leonardo Carioni, presidente dell’Unione delle Province lombarde: «Vorrei metterlo a Milano per l’Expo, ma dipende da lui. Ci vuole una persona che riesca a convincere i presidenti provinciali a fare degli investimenti forti». E a proposito di investimenti, Bossi dice la sua sulla realizzazione della Pedemontana. «La Lega - assicura - a differenza della sinistra, è in grado di trovare i soldi. Se il ministro del Tesoro ci dà mano libera, noi troviamo i quattrini per farla».