Bossi minaccia: "Il Cav faccia cadere Monti"E il Pdl: "Non accettiamo diktat da nessuno"

Il diktat del Senatùr al Cavaliere: "Facccia cadere questo governo infame o non riuscirà a tenere in piedi il governo della Lombardia". Ma il Pdl frena: "Non accettiamo diktat da nessuno"

Un bluff o una minaccia? O, magari, solo un avvertimento. Dal palco di piazza Duomo a Milano il leader del Carroccio Umberto Bossi ha lanciato un vero e proprio ultimatum all'ex premier Silvio Berlusconi: "A Berlusconi do un suggerimento, la Lega ti chiede di far cadere questo governo infame o non riuscirà a tenere in piedi il governo della Lombardia, dove ne stanno arrestando uno al giorno". Un diktat che non è affatto piaciuto al Pdl rivendicando la propria indipendenza rispetto al governo Monti.

"Berlusconi non può tenere il piede in due scarpe", urla il Senatùr invitando il Cavaliere a decidere cosa fare di "questo governo infame". Il diktat di Bossi sembra chiaro: o Berlusconi fa cadere il Professore oppure i lumbard faranno cadere il governatore Roberto Formigoni in Lombardia. "Il Pdl - ha subito replicato Fabrizio Cicchitto - non può accettare diktat di alcun tipo, né quelli di chi ci dice che dobbiamo far cadere il governo domani, né quelli di chi ci intima di andare avanti fino al 2013". L'esponente del Pdl ha fatto presente che "non si può andare a zig zag per di più in una situazione finanziaria sia da noi che in Europa e nel resto del mondo seria come l’attuale". "Diamo a Monti il tempo di misurarsi con i nodi della emergenza economica come si è impegnato a fare - ha continuato Cicchitto - di qui a qualche mese faremo un bilancio e prenderemo le decisioni conseguenti". Proprio per questo il Pdl non vuole accettare diktat di alcun tipo, ma preferisce impegnarsi a migliorare il decreto sulle liberalizzazioni.

"Non abbiamo mai detto che questo esecutivo deve arrivare a fine legislatura", ha spiegato all’Adnkronos l'ex ministro della Difesa Ignazio La Russa facendo notare che con la Lega ci sono differenze a livello nazionale. La Russa ha poi sottolineato che solo "grazie a questo senso di responsabilità siamo riusciti ad arginare il tentativo della speculazione di mettere in ginocchio l’Italia. E i cittadini hanno potuto capire -  ha proseguito l’ex An - che il peso della crisi non doveva gravare sulle nostre spalle". Per La Russa, anzi, "Bossi dovrebbe esserci grato perchè abbiamo dimostrato che gli attacchi speculativi non erano dovuti al governo Berlusconi che anche lui con la Lega sosteneva. E non può, quindi, censurare la nostra responsabilità con il sostegno a tempo nei confronti di un governo che non abbiamo mai detto debba durare per l’intera legislatura".