Bossi a Napolitano: "Azzardo il governo tecnico" E Berlusconi agli ex An: "Toni bassi per tregua"

Il vertice di maggioranza riconferma le presidenze
delle commissioni. Bocchino frena sulla legge elettorale: "Nessun vincolo di maggioranza". Bossi a Napolitano: "No al governo tecnico". Ma Berlusconi predica la calma: "Il governo tiene"

Roma - Poco più di mezz'ora è durato ilprimo vertice di maggioranza dopo la fiducia ottenuta dal governo alla Camera e al Senato. Riuniti negli uffici della Lega Nord al Senato, ospitati nel Palazzo dei Beni Spagnoli, i capigruppo di Pdl, Fli e Lega Nord hanno riconfermato tutte le presidenze delle commissioni di Camera e Senato in scadenza. Non una parola sulla legge elettorale tanto che il finiano Italo Bocchino si affretta a chiarire che "non esiste vincolo di maggioranza". Il messaggio del premier Silvio Berlusconi: mantenere i toni bassi, e evitare di alimentare tensioni e di aprire nuovi conflitti con Gianfranco Fini.

La tregua con i finiani "Speriamo che il vertice sia distensivo, ma penso che voteremo a primavera". Il Senatùr ci crede poco: "Napolitano deve tenere conto che i voti li abbiamo io e Berlusconi e quindi che il governo tecnico è un azzardo". Berlusconi, invece, torna a sperare in una mediazione, in una possibile tregua con l’area che fa riferimento il presidente della Camera. E allora in ogni incontro il cavaliere predica cautela: è il "messaggio" che ha consegnato anche agli ex colonnelli di An ricevuti questa mattina a palazzo Grazioli. Ora - questo il ragionamento del premier - dobbiamo marciare tutti insieme, bisogna lavorare e basta. Il presidente del Consiglio dunque guarda solo alla prosecuzione della legislatura senza curarsi del pressing della Lega sul voto anticipato.

La tenuta del governo Il carroccio è pronto anche ad indossare i panni del "killer" dell’esecutivo e Bossi da giorni va ripetendo che si voterà in primavera. Il cavaliere, invece, ha deciso di scommettere tutto sulla tenuta del Governo, preoccupato - dicono fonti parlamentari del Pdl - anche che un’eventuale caduta dell’esecutivo possa causare una "frana" a palazzo Madama, dove un gruppo di senatori del Pdl sarebbe addirittura disponibile ad appoggiare un altro governo. Proprio per lanciare un messaggio positivo Berlusconi ha iniziato una serie di incontri (nel pomeriggio vedrà esponenti della minoranza quali Caldoro e Rotondi) e soprattutto ha di nuovo dato mandato a Gianni Letta di riallacciare i contatti con la terza carica dello Stato. Anche Alemanno e Matteoli sono tornati a cercare un canale di dialogo con Fli e il sindaco di Roma ha deciso di mediare sulla difficile trattativa del patrimonio di via della Scrofa. Gli ex colonnelli di An, però, continuano ad essere diffidenti e a manifestare scetticismo ad un possibile riavvicinamento con Fini. Il presidente del Consiglio oggi pomeriggio terrà una conferenza stampa, durante la quale, riferiscono fonti del Pdl, potrebbe di nuovo lanciare un appello sulla necessità di unità tra i partiti di maggioranza in modo da completare la legislatura.

Il vertice lampo di maggioranza Si è concluso in poco più di mezz’ora il vertice dei capigruppo della maggioranza sul rinnovo dei presidenti di commissione. Fumata bianca su tutta la linea: i presidenti uscenti saranno tutti confermati (compresi i finiani Giulia Bongiorno alla Giustizia e Silvano Moffa al Lavoro della Camera e Mario Baldassarri alle Finanze al Senato). Intesa anche sul ddl di riforma dell’università. Secondo quanto hanno riferito i partecipanti alla riunione, il calendario dei lavori verrà accelerato, anche grazie a un altro vertice programmato per oggi con il ministro Mariastella Gelmini e i parlamentari di centrodestra di Camera e Senato che seguono il provvedimento, per concordare eventuali modifiche.

Il nodo legge elettorale Durante il vertice non è stato toccato il nodo della legge elettorale. Italo Bocchino, presidente dei deputati di Futuro e Libertà, ribadisce subito la disponibilità del suo gruppo a esaminare un’ipotesi di riforma: "Se c’è una proposta condivisa siamo pronti a discuterne, ma non esiste alcun vincolo di maggioranza". Secondo Bocchino, "la legge elettorale deve avere tre caratteristiche: indicare chi fa il presidente del Consiglio, delineare una alleanza e dare la possibilità agli elettori di scegliere gli eletti". Dalla Lega, invece, arriva l'alt. "La modifica della legge elettorale? - ragiona Federico Bricolo - non è all’ordine del giorno, non ci interessa e non interessa al Paese che vuole invece le riforme".