Bossi non molla il Cav Alla faccia degli avvoltoi

Il Senatùr spezza i sogni di ribaltone della sinistra: "Il governo è solido e Pisapia è un matto". Qualche problema a destra c'è, ma l'impegno della Lega sui ballotaggi dimostra la voglia di rinforzare la coalizione

La ritirata degli avvoltoi. Dopo gli incontri tra il Pdl e la Lega, il vertice tra Berlusconi e Bossi e le dichiarazioni - finalmente - di Tremonti sulla volontà di ridurre l’oppressione fiscale, le quaglie travestite da avvoltoi devono cominciare a tornare nelle voliere.
Da lunedì pomeriggio a oggi la situazione è cambiata rapidamente. La coalizione di governo data per morta per ora ha reso cadavere l’illusione che Berlusconi se ne vada a casa. Quante volte sia successo, ormai, è difficile contarle. Comunque tante. E una volta in più l’alleanza tra Berlusconi e Bossi dà l’idea di somigliare alla vecchia Democrazia cristiana: tante baruffe, infinite divisioni e screzi, discussioni a non finire e poi, alla fine, si mettevano sempre d’accordo. E così, immancabilmente, sta andando anche questa volta. Quando ci sono dei problemi e in tempi o momenti di vacche magre sotto lo stesso tetto si sta maluccio. Quando le vacche sono grasse tutto è più semplice. Del resto, c’è mai stata una coalizione fatta da diversi partiti che non abbia avuto questo tipo di problemi?
Altra cosa sono i rapporti tra leader. E in particolare tra Bossi e Berlusconi. Sembrerà poco, ma l’interesse tiene insieme tanti matrimoni e in politica questo tipo di matrimoni, alla fine, funziona bene. Hanno mai pensato Casini, Fini, Rutelli e Bersani dove potrebbe andare Bossi da solo? Hanno mai pensato che rintanandosi al Nord perderebbe credibilità e potere anche nel Nord stesso? E la dimensione nazionale con chi può progettarla se non con Berlusconi e con il Pdl all’interno del centrodestra? Sarebbe credibile, per la sua stessa base, un Bossi alleato con il centrosinistra? Sappiamo bene che molti cittadini tradizionalmente elettori di sinistra hanno da anni cominciato a scegliere la Lega ma forse proprio perché proponeva loro qualcosa di interessante e che non veniva da sinistra. O no?
Problemi nel centrodestra, dunque, ce ne sono. Dopo Milano anche di più. Ma l’impegno dichiarato dalla Lega in attesa del ballottaggio che vede contrapporsi Letizia Moratti e Giuliano Pisapia la dice lunga sulla volontà di non perdere, di rimanere uniti, di rinforzare la coalizione.