Bossi: "Non vedo nulla di scritto, sono sospettoso"

Il leader della Lega critico sull'incontro tra Veltroni e Berlusconi, sulla riforma elettorale avverte avverte: "Se il Carroccio resterà fuori si scatenerà la rabbia del Nord"

Torino - "Non ho visto nulla di scritto, io sono sospettoso". Così Umberto Bossi ha commentato l' esito dell' incontro di ieri fra Valter Veltroni e Silvio Berlusconi. "Quando non vedo nulla di scritto - ha aggiunto - comincio ad avere sospetti, perché se si incontrano per parlare di legge elettorale bisogna uscire con un documento scritto. Se no non vuol dire niente".

Bossi, presente a Torino a un gazebo della Lega Nord per la raccolta di firme contro le politiche del governo su immigrazione e sicurezza, ha poi sottolineato che si é trattato "di un incontro di poco significato". "Non bastano le parole - ha spiegato - perché le parole vanno e vengono". Alla domanda se conferma la sua fiducia a Berlusconi sulla questione del referendum elettorale, Bossi ha detto "di avere qualche dubbio". "Ha fatto passare troppo tempo - ha aggiunto - bisognava agire prima. Invece lui era convinto di fare cadere il governo e quindi non ha fatto niente. Oggi, secondo me, siamo un po' in ritardo, però si può ancora trovare la via di uscita sulla legge elettorale, anche se non ho visto scritto nulla". Durante il comizio di Bossi, un torinese, dal balcone della proprio abitazione, ha inveito contro la Lega e ha mostrato una fotografia di Che Guevara. Con lui c'era il figlio che ha salutato col pugno alzato.

"Se la Lega resta fuori si scatena la rabbia del Nord" "Se la nuova legge elettorale ci lascia fuori, noi che abbiamo così tanti voti, vuol dire innescare un processo rivoluzionario in tempi brevissimi". Usa parole forti il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, rispondendo a una domanda sull'eventualità di una soglia di sbarramento regionale nella futura legge elettorale. "Perso per perso, la Lega tutta intera, la Lombardia, il Veneto, milioni di persone che cosa fanno? Figuriamoci che cosa succede". Parlando del referendum, Bossi ha sottolineato: "Noi non moriamo ugualmenté. "Però - ha proseguito - che interesse ha il sistema a scatenare la rabbia lombarda, veneta e piemontese? A meno che non siano scemi. Siamo troppo grossi e avremmo l' alibi per andare in piazza e, diciamo, reagire. Non capisco chi dirige la politica e non si rende conto che a furia di fare il pirla alla fine verrà fuori un casino".

"Pdl? Per noi non cambia niente" Il Partito delle libertà? Per noi non cambia niente". Ha detto Umberto Bossi. "Non cambia nulla perché litigano all' interno è meglio avere ognuno un suo partito, invece che unirsi e poi essere separati in casa. Non conviene, perché non combini niente".