Bossi con il premier: «Come lui non c’è nessuno»

Giro (Forza Italia): «Non rivendica un privilegio, ma si carica il fardello di condurre la coalizione»

Adalberto Signore

da Milano

È Umberto Bossi in persona a rispondere a nome della Lega al messaggio lanciato a Ferragosto da Silvio Berlusconi. «La Casa delle Libertà ha un candidato premier, il candidato - aveva detto lunedì sera il presidente del Consiglio durante la consueta passeggiata per il centro di Porto Rotondo - è Silvio Berlusconi. Chi ha idee diverse è libero di andare dove vuole». E da Varese il Senatùr conferma. «Berlusconi - dice Bossi - è insostituibile».
Dopo l’improvvisata di sabato sera, quando si è presentato a sorpresa alla festa della Lega di Pontida, ieri il leader del Carroccio si è ripetuto. E, accompagnato dal segretario della Lega Lombarda e presidente della commissione Bilancio della Camera Giancarlo Giorgetti, ha deciso di presenziare alla Tre Valli Varesine, storico appuntamento del ciclismo italiano. Il Senatùr arriva nel centro di Varese prima della partenza della gara e subito gli si formano intorno capannelli di curiosi che lo salutano e lo applaudono. Bossi - pantaloni blu, giacchetto chiaro e al collo un fazzoletto con su il Sole delle Alpi - ricambia soddisfatto. E davanti a Palazzo Estense, sede del Comune, chiacchiera per alcuni minuti con i corridori ormai pronti alla partenza. «Volevo partecipare anche io - scherza rivolto ad alcuni tifosi a bordo della strada - ma non hanno accettato l’iscrizione». Poi, parlando con i giornalisti, il Senatùr rilancia la candidatura della sua città per i mondiali di ciclismo del 2008: «Bisogna riuscire a portarli a Varese».
Bossi appare in buona forma («va bene», risponde a chi gli chiede come sta) e decide pure di seguire il primo giro della corsa dalla macchina dell’organizzazione che apre la gara. Seduto sul sedile anteriore e accompagnato da Giorgetti e dai due figli più piccoli, Roberto Libertà e Sirio Eridano, il leader della Lega sorride e saluta gli spettatori a bordo strada. La gita in macchina dura circa una mezz’ora, poi Bossi torna a Palazzo Estense e si concede una Coca Cola e qualche ora di riposo.
Il Senatùr, come aveva già fatto sabato sera a Pontida, non perde però l’occasione per dire la sua sulla querelle degli ultimi giorni. E così, a proposito di un’eventuale leadership alternativa a quella di Berlusconi, non usa mezze misure: «È insostituibile». «Ma come fai - chiede - a sostituire Berlusconi? E con chi? Un altro come lui dove lo trovi?». In questi anni di legislatura, poi, «Berlusconi ha imparato che le cose vanno fatte subito, che quando è finita una campagna elettorale i programmi vanno realizzati subito, altrimenti attendere complica il cammino». Pure Roberto Calderoli, successore di Bossi al ministero delle Riforme, ribadisce che, se deve esserci discontinuità, deve riguardare solo «metodi e contenuti». «Abbiamo sempre detto - spiega il coordinatore delle segreterie della Lega - che per noi Berlusconi è il candidato premier naturale, siamo contenti che lo abbia sottolineato». D’accordo anche Roberto Maroni. «Confidiamo che d’ora in avanti - dice il ministro del Welfare - la discontinuità si concretizzi con la fine della telenovela». «Ci troviamo bene con Berlusconi - spiega qualche ora più tardi il Senatùr ai microfoni del Tg3 - perché ha mantenuto le promesse che ci aveva fatto facendo approvare il provvedimento sul federalismo». Bossi parla pure dell’allarme attentati e dice che «con l’avvicinarsi della campagna elettorale è inevitabile che si muova la macchina» dell’antiterrorismo. «Le prossime elezioni politiche - spiega - si giocheranno sulla paura della gente del terrorismo e dell’immigrazione incontrollata».
A metà pomeriggio si chiude la Tre Valli. Primo Stefano Garzelli, secondo Lorenzo Bernucci, terzo Damiano Cunego. Con loro, questa volta con la camicia verde d’ordinanza, sale sul podio pure Bossi. Che si toglie il fazzoletto con il Sole delle Alpi e lo mette intorno al collo di Cunego. Gli applausi della folla, non c’è dubbio, sono un po’ anche per lui.