Bossi: "Pronti al governo bis". Ma Fini non ci sta Berlusconi: "Dimissioni? Mai, mi sfiduci in aula"

Il presidente della Camera vede il leader leghista. Ma non cambia linea: "Aspetto una risposta ufficiale da Berlusconi". Il Senatùr parla di "spiragli per una crisi pilotata". Reincarico al premier senza l'Udc: "Fini d'accordo". Ma il leader di Fli lo gela. Il Pdl compatto: "Senza Silvio si vota". Bersani: "Aprire la crisi"

Roma - Fumata nera. Anzi bianca. Anzi no, grigia. E poi ancora nera. Resta l'incertezza nel cortile della maggioranza. "Fini? Mi ha ripetuto le stesse cose dette a Perugia" dice Bossi al termine dell’incontro con Gianfranco Fini, a chi gli chiede se ci siano margini per un’intesa e passi avanti verso un possibile accordo. "Non si è risolto nulla" dicono invece da Futuro e Libertà. Poi nel pomeriggio il leader leghista è più possibilista svelando la disponibilità di Fini a un Berlusconi bis. Ma senza l'Udc, pregiudiziale imposta dalla Lega. Passa mezz'ora e il leader di Fli gela l'alleato: "Le cose sono molto più complicate di come le presenta Bossi". Quindi spunta l'idea di Tremonti premier e subito si muove il Pdl. Che ribadisce: "Berlusconi premier o voto" e lo stesso Cavaliere da Seul ribadisce a Fini la linea di domenica: "Io non mollo, mi sfiduci in aula".

Fini: "Aspetto una risposta da Berlusconi "Io aspetto una risposta formale da Silvio Berlusconi alle cose che ho detto a Bastia Umbra. E, come ho appunto detto in quella occasione, ritirerò la delegazione Fli al governo se la risposta sarà negativa. Ovviamente, un attimo dopo il rientro del premier da un importante vertice internazionale com'è il G20 di Seul". Fini, dopo l’incontro con Bossi, lo ha spiegato ai vertici di Fli riuniti nel suo studio, aggiungendo: "Bossi voleva capire quanto io fossi fermo sulle dimissioni di Berlusconi, perché il premier non vuole dimettersi" e che "la Lega non ha nascosto che avrebbero problemi a far entrare l’Udc".

Bossi intravede spiragli "È meglio una crisi pilotata che al buio" ha detto il leader della Lega lasciando il palazzo dei gruppi dopo un vertice con i suoi parlamentari. E su questo Fini è d’accordo? "Abbastanza" risponde Bossi. Ma Berlusconi potrebbe accettare di dimettersi avendo la garanzia del reincarico? "Altre volte - risponde - è avvenuto così. Il presidente del Consiglio è andato dal presidente della Repubblica per avere il reincarico". E Fini è d’accordo per una crisi pilotata?, incalzano i giornalisti. "Si - ha detto il Senatùr - abbastanza". Anche con Berlusconi premier?. "Sì, Fini non ce l’ha con Berlusconi" ha replicato il leader del Carroccio. L’Udc? "Può andare al mare". Risponde Bossi ai cronisti che chiedono se sia possibile allargale la maggioranza ai centristi.

L'ipotesi Tremonti Sarebbe spuntato anche il nome di Giulio Tremonti nel colloquio tra Fini e Bossi. Il leader leghista avrebbe tentato di capire fino a che punto il presidente della Camera sia disposto ad andare avanti nella richiesta di dimissioni di Berlusconi. Di fronte alle parole di Fini che ha ribadito la linea tracciata domenica il Senatùr si sarebbe spinto anche a perorare la causa di un Berlusconi bis pur di salvare la legislatura e soprattutto la riforma federalista. Fini avrebbe lasciato intendere di non escludere a priori anche l’ipotesi di sostituire Berlusconi con un altro candidato alla presidenza del Consiglio, ricevendo però un primo fermo diniego da parte del Carroccio. Solo a quel punto sarebbe venuto fuori il nome dell’attuale ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. Nulla di fatto, ma solo una ipotesi su cui ragionare e apparentemente già scartata. Con Bossi che aggiunge: "Io sono fedele a Berlusconi, non sono disponibile a nessuna alternativa se lui non è d’accordo".

Il premier e le difficoltà Una frase in inglese. Rivolta al premier vietnamita in un bilaterale a margine del G20. Ma tanto basta a rendere lo stato d’animo del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che ammette: "Nel mio Paese ho qualche difficoltà in questo momento". Il Cavaliere, giunto a Seoul questa mattina, più tardi si sposterà al museo nazionale per la cerimonia d’apertura del G20, ma nel frattempo ha incontrato il primo ministro della Repubblica Socialista del Vietnam, Nguyen Tan Dung. In attesa dell’interprete, nelle prime battute del colloquio, Berlusconi ha dunque dipinto così in inglese il quadro della situazione: "In my country I have some difficulties in this moment...".

Berlusconi ai suoi: "Fini mi sfiduci" Nessuna intenzione di dare le dimissioni: se Fini vuole mi dovrà sfiduciare in aula, alla luce del sole e davanti agli italiani. È questa, secondo diverse fonti della maggioranza, la linea decisa a caldo dal premier Silvio Berlusconi al telefono da Seul con alcuni dirigenti e ministri del Pdl, dopo l’incontro tra Bossi e il presidente della Camera. Parole che, spiegano le stesse fonti, confermano come almeno "al momento" il presidente del Consiglio sia rimasto sulle posizioni di qualche giorno fa: ovvero non ci sono alternative all’attuale esecutivo e quindi niente governo-bis.

Il vertice del Pdl e la linea Riunione di tre ore dei vertici del Pdl negli uffici del gruppo alla Camera. Presenti il capogruppo Fabrizio Cicchitto, il vicepresidente dei senatori, Gaetano Quagliariello, i tre coordinatori del partito, Sandro Bondi, Denis Verdini e Ignazio La Russa, ma anche numerosi ministri. "La classe dirigente del Pdl si è ritrovata compatta e coesa su questo convincimento: non può esserci nessun governo che non sia guidato da Berlusconi, per noi questo governo deve proseguire la sua azione e l’unica alternativa sono le elezion" spiega La Russa ai cronisti. "La nostra soluzione? La prosecuzione senza escludere un allargamento della maggioranza". Più duro il comunicato: "E' inaccettabile che la legislatura possa proseguire con un differente premier e un differente governo" si legge nella nota diffusa al termine della riunione del Pdl alla Camera. "Chiunque voglia coltivare ipotesi diverse dovrà passare dall’inequivocabile verdetto della sovranità popolare".

Bocchino: "Prima le dimissioni" "Fini ha chiesto le dimissioni di Berlusconi, altrimenti noi usciremo dal governo. Queste due cose sono certe, per tutto il resto aspettiamo che Berlusconi decida se dimettersi o meno". Così il capogruppo del Fli alla Camera Italo Bocchino lasciando Montecitorio. "Le posizioni di Fli sono le stesse espresse alla convention di Perugia" chiarisce il capogruppo di Futuro e Libertà, Italo Bocchino. Ora, prosegue, "bisogna attendere il rientro di Berlusconi da Seul per sapere se c’è una risposta alle domande che Fini ha posto. Se non ci sarà una risposta - insiste l’esponente futurista - la conseguenza sarà quella annunciata da Fini, cioè il ritiro della nostra delegazione dal governo". 

Briguglio: "Ma nel '94 lasciò..." "Nel 1994 Silvio Berlusconi si dimise da presidente del Consiglio senza attendere il voto formale di sfiducia da parte delle Camere, perché Bossi ritirò la partecipazione della Lega al governo. Ricordare questo precedente forse in questo momento può essere di qualche utilità". Lo dichiara Carmelo Briguglio, capo della segreteria politica di Futuro e Libertà.

Bersani: "Aprire la crisi" Pierluigi Bersani è tornato a chiedere oggi che il governo riconosca ufficialmente la crisi. "Attenzione ai pannicelli caldi e a perdere altro tempo" ha detto il leader del Pd durante una conferenza stampa a Roma, in chiara allusione alle trattative in corso tra Fini e Bossi. "Mettiamo in chiaro questa crisi, non perdiamo altro tempo - ha insistito. Non si può viaggiare su traccheggiamenti e increspature". Per Bersani, il centrodestra litiga "perché si percepisce il fallimento dell’azione di governo". Dunque, è il suo monito, "dobbiamo uscire da questa sbornia".