Bot a 6 mesi, rendimenti al top dal 2001

da Milano

Diciassette rialzi consecutivi: in questo caso, però, non si tratta della lunga catena di aumenti del costo del denaro Usa cominciata nel giugno 2004 e conclusa nell’agosto scorso. I 17 rialzi riguardano invece i rendimenti dei Bot semestrali, l’ultimo dei quali ha ieri portato il tasso lordo d’interesse al 3,574%. Per trovare un valore più alto occorre risalire al 28 agosto 2001, quando i Buoni del Tesoro furono assegnati al 4,082%. Con il risalire dei rendimenti, ormai abbondantemente al di sopra dell’inflazione, è tornata a premere la domanda: rispetto a un’offerta per complessivi 8,5 miliardi di euro, le richieste hanno toccato quota 12,7 miliardi. Eppure, fino allo scorso anno, i Bot sembrano avviati sul viale del tramonto. Il calo degli interessi (scivolati al 2%) e, soprattutto, il crollo della fiducia da parte dei risparmiatori provocato dai crac di Cirio e Parmalat, avevano portato a un minimo storico di 8,1 miliardi (era di 27 miliardi nel 2001) il portafoglio di obbligazioni a breve detenute dalla famiglie italiane. Poi, il recupero. Agevolato dalla politica monetaria meno accomodante della Bce, che per contrastare le spinte inflazionistiche ha alzato via via le leve dei tassi portandoli all’attuale 3,25%. I rendimenti dei Bot, comunque, scontano già le attese per gli ulteriori irrigidimenti della politica monetaria nella euro zona. Secondo gli analisti, l’istituto guidato da Jean-Claude Trichet interverrà in dicembre con un altro aggiustamento da un quarto di punto e, probabilmente, ancora una volta nella prima parte del 2007. In questo modo, si accorcerà la forbice con i tassi americani. Un numero sempre maggiore di operatori punta infatti su un taglio del costo del denaro da parte della Federal Reserve nella primavera del prossimo anno.