Bot e bond privati vanno più del mattone

Commiato pubblico dalla Banca d’Italia per il presidente della Bce in pectore Mario Draghi oggi alla «Giornata del risparmio». Il governatore uscente passerà il testimone al suo successore Ignazio Visco alla presenza del ministro dell’Economiam Giulio Tremonti, del presidente Abi, Giuseppe Mussari, e di quello dell’Acri, Giuseppe Guzzetti.
Come consuetudine alla vigilia dell’appuntamento, l’associazione di Fondazione bancarie e casse di risparmio ha presentato il sondaggio Ipsos sulla propensione degli italiani al risparmio. La crisi ha modificato le abitudini, ma non la tendenza a metter da parte il capitale: il 35% degli intervistati ha dichiarato di essere riuscito a risparmiare (36% nel 2010). Il settore immobiliare, pur restando l’investimento preferito, è tornato ai livelli del 2001 passando in un anno dal 54 al 43 per cento. Tra coloro che sono riusciti effettivamente a risparmiare nel 2011, tale percentuale cala in maniera ancor più consistente passando dal 58 al 41 per cento. A tutto vantaggio dei titoli di Stato e delle obbligazioni del settore privato. Gli strumenti finanziari speculativi restano in ultima posizione (5%).
È aumentata dal 21 al 24% la percentuale di italiani che preferiscono investire una piccola parte dei propri risparmi. Sebbene in calo, sono sempre la maggioranza coloro che preferiscono tenere i soldi in casa o sul conto corrente (dal 68% al 64%). L’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato e delle obbligazioni, secondo Ipsos, può aver influenzato in questo senso le scelte di investimento considerato che «gli italiani non mostrano timore circa la possibilità che i bond non vengano onorati alla scadenza, ma anche nella ripresa dell’inflazione». Stabile all’8% la quota di intervistati che investono la maggior parte dei propri risparmi (8%).
Il presidente dell’Acri, Guzzetti, ha approfittato della presentazione per ribadire che lo stato di salute del sistema bancario italiano è buono. «Le banche italiane sono sane e bisogna smetterla di attaccarle senza motivo», ha detto, ricordando i «4,4 miliardi di aiuti pubblici in Italia (Tremonti-bond) contro i 295 miliardi della Gran Bretagna e i 282 miliardi dei tedeschi che stanno dettando legge a tutti».