Botín: «Siamo solidi. Sì al 75% delle richieste di credito»

Madrid«Ci interessa tantissimo prestare, è il nostro lavoro», tanto che «stiamo autorizzando il 75% delle richieste di credito che ci arrivano». Emilio Botín ha fatto buon viso a cattiva sorte alla presentazione dei risultati del Santander, e ha provato a scacciare con una frase i dubbi sulla solidità della sua banca e la polemica con lo Stato, che accusa le banche di restringere i crediti. Botín ha dettagliato ieri i risultati già anticipati la settimana scorsa (lo stesso giorno di quelli del rivale diretto Bbva). Gli utili netti sono in calo del 2% rispetto a quelli del 2007: sono 8,87 miliardi di euro. Peggiore, ma pur sempre positivo, è il dato più recente del quarto trimestre 2008, con un utile netto di 1,94 miliardi, un 22% meno di quello dello stesso periodo 2007. Gli utili 2008 si devono sostanzialmente al miglioramento dei margini, in particolare quello di intermediazione aumentato del 21,8%, che compensano in parte l’aumento del 60% degli accantonamenti, fino ai 10,1 miliardi, per l’aumento della morosità, dell’esposizione della banca al crac Lehman Brothers e alla frode Madoff, nonché al possibile peggioramento del mercato. Proprio il dato della morosità era quello più atteso. Alla chiusura del 2008 il tasso è in forte aumento (è più che raddoppiato) rispetto a quello del 2007, e ha raggiunto il 2,04%. Botín ha comunque sottolineato nella presentazione che è inferiore al 2,76% della media europea. Per il prossimo anno il Santander prevede un ulteriore aumento dell’indice, fino al 4,5%, ma sempre inferiore alla media spagnola, prevista del 7/8%. La copertura del Santander sarebbe maggiore rispetto alla media europea, 91% contro il 58%. I prestiti in sofferenza hanno raggiunto nel 2008 la cifra di 14,2 miliardi di euro. La banca ha confermato il dividendo - già annunciato - di 65 centesimi per azione, come quello dell’anno precedente. Le ombre sono arrivate con gli effetti del crac Madoff e Lehman. Botín ha riconosciuto che gli accantonamenti per compensare l’esposizione dei propri clienti (450 milioni al netto delle tasse) hanno duramente pesato sui bilanci. «Siamo molto contenti per la decisione che abbiamo preso e anche i clienti», ha però ricordato il banchiere che non sembra spaventarsi neanche per una possibile causa collettiva di quanti sono stati colpiti dai crac. «Siamo abituati ai tribunali», ha smorzato.