Botin fa pressione su Acciona perchè venda la partecipazione

Acciona lancia la sua «campagna d’Italia», sostenendo con la stampa del nostro Paese di non aver fretta nel cedere a Enel il 25% di Endesa che le appartiene, ma proprio da Madrid parte la controffensiva Enel, con il quotidiano El Mundo che smentisce la stessa Acciona. Ieri in un articolo affermava che Emilio Botin, presidente del Santander (la banca capofila del finanziamento ad Acciona per l’acquisto della quota Endesa) sta premendo sul numero uno del gruppo, Josè Manuel Entrecanales, perché venda la sua partecipazione e rientri dei debiti. Il Santander sostiene in un report che il gruppo madrileno non ha le spalle abbastanza robuste per continuare a mantenere la sua presenza in Endesa e svilupparsi come intende fare nel settore delle energie rinnovabili. Anche se le stesse cifre del report mostrano che al momento Acciona non ha l'acqua alla gola.
Come il Giornale riferiva solo due giorni fa, Enel e Acciona sostengono di non aver fretta a chiudere, ma hanno tutti gli interessi a farlo. Acciona, ammetteva una fonte autorevole vicina al gruppo, deve ridurre l’indebitamento se vuole fare partire il suo piano di investimenti nell'eolico, e deve farlo subito perché è adesso che i governi sono disposti a sostenere il settore. Enel deve concentrare nelle sue mani la gestione di Endesa per ottenere il massimo di sinergie (leggi: il massimo di Ebitda) e dare davvero una spinta al consolidamento dopo alcuni anni di forte espansione all’estero.
C'è un unico ostacolo, il 25% di Endesa deve essere pagato 11,1 miliardi. Ed Enel ha proposto ad Acciona di dare otto miliardi in contanti e il resto in attività nel settore eolico che fanno capo a Endesa, proposta sostanzialmente accettata. Tutto sta nel valutare quanto valgono gli impianti eolici: Acciona, stando ai si dice, non va oltre 1,2 milioni per megawatt di potenza installata; Enel da parte sua punta più in alto, si dice a non meno di 1,7 milioni. A livello internazionale gli impianti eolici hanno una valutazione tra 1,5 e 2,5 milioni per Mw. Acciona prende tempo nel fare la valutazione formale degli impianti che le toccherebbero, Enel rimanda l’offerta scritta: il braccio di ferro continua. Acciona, posticipando la vendita al 2010 avrà il diritto di chiedere un pagamento tutto «cash», ma dovrà rinviare anche gli investimenti e sarà sempre più pressata dalle banche. E questo l'Enel lo sa.