Botta e risposta Ania-Maroni sulla copertura

da Milano

Nuovo round tra l’Ania e il ministro del Lavoro Roberto Maroni sulla riforma del Tfr. Per l’Ania - ha sostenuto Gianpaolo Galli, direttore generale dell’associazione, nel corso di un’audizione davanti alla commissioni Bilancio di Camera e Senato, dove ha comunque auspicato che la riforma della previdenza complementare venga portata a termine al più presto - è «necessario verificare se esiste il problema di mancata copertura in Finanziaria e, se del caso, intervenire rapidamente». Immediata la risposta del ministero del Lavoro. «Ancora una volta l’Ania non perde occasione di dimostrarsi ostile alla previdenza complementare», commentano da via Veneto. Le affermazioni di Galli - continua il ministero - sono «del tutto prive di fondamento. Le coperture aggiuntive in Finanziaria di cui parla non ci sono per un semplice motivo: perché sono già state anticipate con un decreto legge nel Consiglio dei ministri del 5 ottobre scorso». Poi una “stilettata” finale: «Si tratti quindi di una svista o di malafede, la sostanza non cambia - conclude infatti il ministero - anche questa volta l’associazione delle assicurazioni ha perso una buona occasione per dimostrare quella minima disponibilità al dialogo richiesta dal ministro. Disponibilità che Ania rifiuta continuamente». A dare manforte a Maroni, per una volta, il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti. «Noi siamo d’accordo con Maroni - afferma infatti il leader sindacale -. Speriamo che il ministro non cambi idea». Il direttore generale dell’Ania a margine dell’audizione, riferendosi ai calcoli della Ragioneria Generale dello Stato, ha affermato che in seguito alla riforma gli iscritti ai fondi pensione nel 2006 sarebbero solo il 6% in più.