Botta e risposta sull’antimafia al botox

Risparmiatori ko,

banche sempre ok
Non passa giorno senza che l’esperto finanziario di turno dichiari: «Abbiamo toccato il fondo, adesso possiamo solo risalire». Eppure le Borse mondiali continuano a bruciare miliardi di euro/dollari quasi ogni giorno. Ergo, il fondo non è ancora stato toccato. I fondi sono crollati, povere pensioni future, le azioni sono quasi carta straccia. Non è che vada molto meglio con Bot, Cct, Btp: le banche ci guadagnano sempre con le commissioni fisse, i risparmiatori invece con gli interessi non recuperano nemmeno il tasso d’inflazione. In attesa della ripresa, se vi rimangono ancora degli spiccioli, la mattonella o il materasso rimangono i posti più sicuri dove conservarli.

Non vorrei, ma comincio a pensarlo anch’io.
Politici cattolici?

Per favore, Prodi no
Quando sento il Papa parlare della necessità di formare nuovi politici di matrice cattolica, penso a Buttiglione e a Prodi e mi si accappona la pelle.
Vittorio Baccelli e-mail

Anche a me.
Sì al federalismo

ma se fa risparmiare
Il tema del federalismo fiscale occupa da mesi tutti i media; i recenti articoli sul Giornale hanno illustrato chiaramente quali dovrebbero essere i cardini di questa importante riforma. Secondo me, lo Stato centrale dovrebbe fissare anno per anno il livello massimo di pressione fiscale e poi individuare i meccanismi di trasferimento ai centri di spesa periferici. Mi fanno paura gli amministratori locali che si stracciano le vesti quando si prospettano riduzioni delle rispettive entrate e gongolano quando parlano di «autonomia impositiva». Gli italiani vogliono solo una cosa: la riduzione delle tasse con l’eliminazione degli sprechi. Tutte le amministrazioni pubbliche dovrebbero pubblicare i dati relativi al numero dei dipendenti, alle loro retribuzioni e tutte le informazioni che chiariscano come spendono i soldi dei contribuenti. La tassa di circolazione non doveva essere abolita? Adesso parlano di un tributo a favore delle Province. Siamo solo agli inizi ma ci vorrebbe un po’ di chiarezza.
Luigi Ceruti - Milano
E noi facciamo la nostra parte per chiedere chiarezza.
Il contributo-badante

va aumentato subito
Si parla spesso degli anziani lasciati soli. Ma il contributo per le badanti degli invalidi è di 458 euro senza tredicesima. I nostri politici conoscono forse una badante che lavori per questa cifra e non chieda la tredicesima? Non sarebbe il caso di rivedere questa elemosina?
Claudio e-mail

Sì, sarebbe il caso. Anche questa.
Emergenza lavoro

e gerontocrazia
In Italia, anche se non ce ne rendiamo forse ancora conto, c’è una grande emergenza lavoro. Senza lavoro c’è il baratro, si diventa vittime delle circostanze, in balia dell’assistenzialismo (quando c’è) e la propria autostima crolla. Figuriamoci la situazione di eventuali persone a carico. Qui si sta dimenticando che un Paese «normale» ha un assoluto bisogno di riappropriarsi del concetto di lavoro per tutti come diritto imprescindibile della persona umana. Alla stregua del diritto alla salute e del diritto alla sicurezza. Non si può vivere in un Paese dove, in chi governa, manca la consapevolezza dell’importanza di garantire a tutti la possibilità di sostentamento. Una seria riflessione è indispensabile per le generazioni dei 55-60enni che, in posizioni apicali, bloccano lo sviluppo, frenano la concorrenza, per garantirsi qualche anno di potere e bloccando di fatto il ricambio. È lì che si annida l’inefficienza.
Flavio Bertolini - Trento

Non sono d’accordo. La vita si allunga, di conseguenza deve allungarsi anche la vita lavorativa. O il nostro sistema di welfare esploderà.
Contro il caro-libri

«cartella elettronica»
Scrivo per dire la mia sul problema del caro-libri, che si ripresenta all’inizio di ogni anno scolastico. Credo che possa essere utile la «cartella elettronica». È una lavagna a forma di quadernone nella quale si potrebbero caricare tutti i libri di testo dell’anno scolastico. La si potrebbe utilizzare anche per scrivere, con una penna adatta. Così il genitore andrebbe in libreria con la «cartella elettronica», comunicherebbe la classe e la sezione del figlio e il negoziante caricherebbe in memoria tutti i libri previsti tramite computer. In questo modo si pagherebbero solo i diritti d’autore e la spesa per l’operazione fatta dalla libreria e si otterrebbero diversi vantaggi. Innanzitutto la riduzione del consumo di carta, per la gioia degli ambientalisti; si ridurrebbe inoltre il peso dello zaino da portare a scuola.
Raffaele Franco e-mail

Di libri elettronici si parla dal 2004 e non si è fatto nulla. Si figuri la «cartella elettronica». Ho più fiducia nel tentativo del ministro Gelmini di bloccare le nuove edizioni dei manuali di testo, spesso «aggiornati» con cambiamenti di facciata solo per impedire di ricorrere ai libri usati. Una vera truffa ai danni delle famiglie.