Botte ai carabinieri, De André in manette

Due anni fa Cristiano aveva patteggiato una pena per percosse alla sua ex convivente

Ferruccio Repetti

da Santa Margherita L.

Tempi duri faceva una sua canzone degli esordi, tale e quale il nome della band che - primi anni 80 - l’avrebbe lanciato come cantautore, quel tanto che basta per scrollarsi di dosso «l’eredità difficile, forse scomoda, di sicuro ingombrante» del padre Fabrizio, per tutti «Faber». Dev’essergli venuta in mente anche ieri mattina, quella canzone, a Cristiano De André, 44 anni, quando l’hanno portato in stato confusionale nella caserma dei carabinieri di Santa Margherita e, dopo un breve interrogatorio, gli hanno notificato l’arresto per resistenza, minacce, lesioni a pubblico ufficiale e nei confronti della compagna del momento, Clara Lafitte, 34 anni, spagnola. La quale poco prima, con la mente altrettanto confusa, anche più del cantante, si aggirava seminuda nei giardini Flauto Magico, davanti all’albergo in cui entrambi avevano preso alloggio.
Quella scena, e le urla, e il trambusto che si erano avvertiti chiaramente nell’atmosfera ovattata della «perla del Tigullio» avevano irritato gli altri clienti dell’albergo e spaventato il direttore, al punto da convincerlo a invocare l’intervento della forza pubblica. Va da sé che, di questi tempi, Santa Margherita, a due passi da Portofino, è località esclusiva anche in fatto di trasgressioni: mai andare oltre un certo limite, puoi essere chiunque, ma devi adeguarti. Figurarsi un cantautore e la sua compagna che gridano, rompono, sbattono, si insultano, finché lei scende in strada e viene notata mentre vaga barcollando nelle aiuole, con addosso meno ancora del minimo indispensabile, gridando al vento che l’hanno picchiata. Poi rientra in camera. Arrivano i carabinieri. Cristiano sente bussare, ma ha solo voglia di mandare tutti a quel paese. I due militi non ci stanno, si fanno aprire, e si rendono conto di trovarsi di fronte a persone alterate, in stato di ebbrezza. Comincia un tentativo di colloquio, chiedono spiegazioni, ma ottengono insulti. Improvvisamente, la reazione violenta: i carabinieri accennano a difendersi, poi costringono gli aggressori a desistere. Ma dovranno farsi medicare in ospedale - dieci giorni di prognosi - per i colpi ricevuti nella colluttazione, a tratti furibonda.
Il trasferimento in caserma è un calvario: De André è visibilmente scosso, lo interrogano, ma fa fatica a spiegare: si viene a sapere che è arrivato con l’amica la sera precedente, ha prenotato la stanza, poi sono cominciati i problemi, sfociati nella lite e nelle violenze. La donna, intanto, viste le condizioni e soprattutto la sua reazione all’intervento dei militi, è stata portata a forza al pronto soccorso in autoambulanza, e poi anche lei arrestata. De André e la compagna verranno processati per direttissima oggi stesso, al tribunale di Chiavari. L’incarico di coordinare le indagini è affidato al pubblico ministero Gabriella Dotto che si troverà di fronte a precedenti scomodi per quanto riguarda il figlio di Faber: Cristiano - una vita a cento all’ora, chi gli è stato vicino ne parla come di «una strada tortuosa e spesso in salita, percorsa fino in fondo e in completa autonomia», tre figli dalla moglie, da cui ha divorziato, e un altro figlio con un’ex compagna - due anni fa ha patteggiato una pena per lesioni all’allora convivente. Se l’era cavata con 1.520 euro, il giudice delle udienze preliminari di Milano aveva commutato la condanna a due mesi di reclusione prevista per l’accusa di lesioni «causate nel corso di un violento litigio esploso per futili motivi». Gli atti riferiscono che la vittima non aveva presentato querela e non si era inserita nella causa avviata d’ufficio in quanto le lesioni erano state dichiarate guaribili in tre settimane. Cristiano aveva promesso di voltare pagina, di tornare alla musica, alla sala d’incisione, ai concerti, all’abbraccio del pubblico. Ma, prima di ieri, era riuscito solo a far dire a un intervistatore: «Il suo mondo è una terra arsa».