Botte e coltellate dopo il concerto Le vittime: «Sono stati gli skin»

da Roma

Un ragazzo accoltellato alla coscia, altri due pestati con catene e calci. Notte di violenza quella di venerdì a Ostiense, uno dei quartieri della movida capitolina, teatro di un’aggressione che potrebbe essere ancora più preoccupante se ne fosse confermata la natura politica. I tre ragazzi aggrediti stavano rientrando a casa, verso le 4 del mattino, dopo aver partecipato a una manifestazione con concerto finale per ricordare il secondo anniversario della morte di Renato Biaggetti, ucciso due anni fa a coltellate sul litorale romano da estremisti di destra.
Improvvisamente, stando al racconto dei tre che però non hanno sporto denuncia sull’accaduto, dieci ragazzi con le teste rasate sarebbero spuntati dal nulla prima insultando i tre e urlando «zecche andatevene», poi passando ai fatti: tre coltellate alla coscia di uno di loro, pugni e calci per gli altri, prima di darsi alla fuga lasciando per terra le vittime dell’attacco. I tre sono andati al Cto del vicino quartiere della Garbatella per farsi medicare: il più grave è il ragazzo accoltellato alla gamba, al quale i medici avrebbero dato 7 giorni di prognosi.
Sulla vicenda sono già al lavoro da ieri pomeriggio i carabinieri della compagnia Roma Eur, che procedono d’ufficio in mancanza di una denuncia. Gli investigatori dell’Arma stanno tentando di ricostruire la dinamica dell’aggressione e di risalire all’identità del gruppo che ha assaltato i tre giovani militanti di sinistra. Fondamentale anche capire se effettivamente gli assalitori fossero spinti da un movente politico, e se l’aggressione sia stata in qualche modo pianificata.
L’episodio, intanto, scatena reazioni e polemiche politiche nella capitale. Nonostante l’immediata condanna del gesto di violenza da parte del sindaco Gianni Alemanno, che ha espresso solidarietà ai tre feriti e ha invitato «tutte le forze politiche cittadine a vigilare affinché non si inneschi una nuova spirale di violenza politica in città», da sinistra in molti parlano più o meno esplicitamente di un clima «non ostile» all’estremismo di destra nella capitale. Un’accusa nemmeno tanto velata alla nuova giunta di Alemanno. Così Riccardo Milana, deputato e coordinatore romano del Pd, punta il dito contro «un susseguirsi di violenze che testimoniano come questi delinquenti si sentano a casa loro, ospiti graditi di una città dove le bande di estrema destra si sentono difese e legittimate a compiere azioni di questa gravità».