Botte e minacce, famiglia in ostaggio dei banditi

Avevano apparecchiato la tavola per una cena da clima prenatalizio. Invece all'appuntamento si sono presentati i banditi, sequestrando un'intera famiglia, per l'ennesima rapina in villa messa a segno nell'hinterland milanese. È successo domenica sera a Rho, quando un commando di quattro persone, due stranieri e altrettanti italiani, hanno fatto irruzione nella casa di un piccolo imprenditore, picchiando i figli e terrorizzando la moglie e l'anziana madre di 84 anni. Così, quello che doveva essere un incontro festoso, ha finito col trasformarsi in una serata da incubo. «Quando ho visto i miei figli a terra legati, sanguinanti e minacciati con le pistole sono corso alla cassaforte, aprendola e dando via libera ai banditi, nella speranza che andassero via al più presto. Soltanto dopo abbiamo potuto finalmente tirare il fiato». Ha riassunto così Sandro Razzi, il capofamiglia di 63 anni, piccolo imprenditore operante nel settore degli impianti di irrigazione, la domenica di terrore andata in scena poco dopo le 20 in via Verga 5, in un complesso residenziale che ospita una sessantina di villette a schiera. Lui, la moglie di 61 anni il figlio di 39 e la nonna, erano già a tavola in attesa che arrivasse il l'ultimogenito Mauro, trentottenne, in compagnia della fidanzata. Ma ad attendere la coppia non sono soltanto i suoi. Nei pressi del cancello che si apre sul cortile interno del complesso abitativo, l'aspettano anche quattro malviventi, incappucciati e armati di pistole. Così, quando il giovane arriva nei pressi del box, viene aggredito da uno di loro che dopo averlo colpito alla testa con l'arma, vuole a tutti i costi costringerlo ad aprire l'uscio di casa. La vittima cerca di resistere per non mettere a repentaglio il resto dei familiari, ma le botte che riceve e l'intervento degli altri tre complici spuntati da dietro una siepe, lo inducono ad assecondare i malviventi. I quali, appena dentro puntano le armi contro i presenti, aggredendo e picchiando anche il figlio maggiore dell'imprenditore e minacciando di sparare. «Due parlavano bene la nostra lingua - ha ricordato Sandro Razzi -; gli altri sembravano d’origine slava. Ci hanno chiesto subito della cassaforte, certi che ne avessimo una in casa». A quel punto l'uomo, per evitare che la rapina degenerasse ancor più, ha deciso di assecondare le richieste dei malviventi. Nel piccolo forziere erano custoditi seimila euro, monili in oro e quattro orologi di valore. Arraffato il bottino i banditi sono usciti e scavalcata una siepe, sono scappati facendo perdere le tracce. Un blitz da professionisti, sicuramente studiato nei particolari. Scattato l'allarme Mauro Razzi è stato accompagnato in ospedale per le ferite al volto riportate, risultate per fortuna lievi. Contemporaneamente dalla vicina caserma, che dista meno di 500 metri, sono arrivati i carabinieri che hanno avviato le indagini, concentrate sulle analogie con le rapine in villa, consumate recentemente nel Legnanese.