Botte con una mazza di ferro: «Dov’è la cassaforte?»

Giuseppe Mangiavini non si è mai ripreso dall’aggressione subita il 28 febbraio scorso, quando tre malviventi fecero irruzione nella villetta dell’azienda agricola Betulla di Dello, picchiarono senza pietà, senza sosta, senza ragione. Nonostante avessero già per le mani tutto quello che potevano ottenere, poco più di 7mila euro e due cellulari, i tre romeni (tra i quali due fratelli già arrestati dai carabinieri nei mesi scorsi) andarono oltre ogni limite di disumanità. Mazze di ferro e armi e una cattiveria smodata che si tradusse in un numero imprecisato di mazzate e nel gesto più odioso: legarono Giuseppe Mangiavini, Aldo e Roberto alle sedie utilizzando nastro adesivo e cavi elettrici. Poi, dopo aver insistito alla ricerca di una cassaforte mai esistita, li scaraventarono giù dalle scale dell’abitazione.