Botte nella fabbrica italiana In rivolta gli operai cinesi

da Pechino

Anche senza sindacati scoppia la protesta. Centinaia di operai cinesi di una ditta italiana di divani, la «DeCoro», hanno infatti manifestato di fronte ai cancelli della fabbrica a Shenzhen, nel sud del Paese. Ed è finita con incidenti: hanno sfogato la loro rabbia rompendo i vetri delle finestre dell'edificio che ospita la fabbrica e alcuni di loro sono stati coinvolti in scontri con le guardie di sicurezza.
I lavoratori, riferisce il quotidiano «South China Morning Post», chiedevano maggiori indennità di licenziamento, dopo la chiusura dello stabilimento decisa dall'azienda. Ma protestavano anche per tre colleghi ricoverati in ospedale da martedì, uno in coma, dopo essere stati picchiati dagli agenti della sicurezza. Circa settanta dipendenti sarebbero stati aggrediti con delle spranghe da un centinaio di guardie, ha raccontato uno di loro al giornale, dopo un incontro avuto con i vertici dell’azienda e i rappresentati del locale ufficio del lavoro. In seguito ai tafferugli cinque agenti erano stati arrestati. Un rappresentante dei lavoratori, Zhang Minxiong, ha raccontato che la riunione di martedì sera si era svolta in un clima cordiale ma che, al termine dell'incontro, un centinaio di guardie ha attaccato con manganelli di ferro una settantina di operai. Secondo Zhang, la direzione avrebbe tacitamente appoggiato l'aggressione.
Non è la prima volta che episodi del genere coinvolgono la «DeCoro». Nel novembre 2005, migliaia di dipendenti avevano accusato l'azienda di arbitrarie riduzioni del salario e di condizioni di lavoro disumane, denunciando che alcuni lavoratori erano stati picchiati da rappresentanti della ditta. I vertici della DeCoro però negano tutto, dicendosi anzi sconcertati dalla rissa scoppiata tra i dipendenti e gli agenti della sicurezza.
«Non sappiamo cosa sia accaduto anche perché - ha spiegato Luca Ricci, titolare della DeCoro - le guardie dipendono da una società esterna. In un nuovo incontro stamattina, comunque, la vertenza è stata risolta».
Secondo Ricci dietro a questi episodi ci sono altre responsabilità. «Il nostro successo potrebbe avere dato fastidio a molta gente - ha continuato - potrebbe essere una questione politica». Anche in occasione degli incidenti del 2005 Ricci aveva alluso a interessi occulti che avrebbero fomentato le proteste da parte di individui capaci anche di manipolare la stampa. Le versioni dell'accaduto offerte allora dai giornali furono «distorte», come «non corretto» è stato il resoconto pubblicato ieri dal «South China Morning Post». Ricci ha annunciato che incaricherà i suoi avvocati di scrivere una lettera di protesta al quotidiano di Hong Kong.
La DeCoro, che vende mobili in tutto il mondo, soprattutto negli Stati Uniti, ha avviato la produzione a Shenzhen nel 1997.