Ma il Botteghino se la prende con «il Giornale»

L’ex ministro Tremaglia tuonò: «Troppe irregolarità, si torni alle urne». Ma il Polo, presentando quattro liste diverse, ha permesso la vittoria dell’Unione

da Roma

I Ds di Rosario (Argentina) non l’hanno mandata giù: il 28 aprile hanno manifestato sotto il Consolato italiano, reclamando a gran voce di ricontrollare le schede, hanno presentato un esposto in cui chiedono che «sia garantito il rispetto della volontà degli elettori sudamericani e la trasparenza delle operazioni di scrutinio attraverso un’ulteriore verifica dei voti».
I Ds di Roma, invece, vogliono «evitare di aprire un caso politico sulla mancata elezione di Mirella Giai», come spiega un dirigente dal Botteghino. La situazione è senz’altro imbarazzante: la Quercia si è vista soffiare un seggio senatoriale, già assegnato alla diessina argentina Mirella Giai, da un candidato della Margherita, Edoardo Pollastri. Ma ora preferisce mettere la sordina alla faccenda, per non rischiare di «sputtanare l’idea stessa del voto italiano all’estero», nonché di aprire un conflitto con la Margherita, mentre è ancora aperta la querelle sulla nomina del viceministro che dovrebbe prendere il posto di Mirko Tremaglia. Così, il responsabile del Botteghino «Italiani nel mondo», Gianni Pittella, viene incaricato di condannare con un comunicato la «disgustosa manipolazione» del Giornale. «Ma dov’è lo scandalo?», si chiede Pittella. Il filmato che mostra l’aspro confronto sulla faccenda tra la Giai e il vice di Pittella, Lombardi, è stato «registrato con l’inganno», i due si limitavano a «commentare l’evolversi degli scrutini». Certo è «legittima la preoccupazione» della Giai sull’attribuzione delle preferenze, ma non c’è nulla di strano nel modo in cui Lombardi cerca di bloccare la sua protesta. Quello sollevato dal Giornale, dunque, è solo un «polverone». Ma Cult, il canale satellitare che manderà in onda il documentario che contiene il filmato «incriminato», replica: «Le riprese non sono state effettuate con l’inganno ma con il pieno consenso di tutte le persone interessate». E la direzione del Giornale diffonde una nota nella quale si legge che è stato «semplicemente trascritto un dialogo filmato». «L’onorevole Gianni Pittella - dice anche la nota del Giornale - lancia accuse a sproposito e forse farebbe meglio a documentarsi, risentendo le parole del suo vice, Norberto Lombardi».
Certo, ammettono al Botteghino, «nessuno di noi ha capito come sia stato possibile che un seggio già assegnato (alla Giai, ndr) venisse revocato per soli 70 voti». Ma se ne occuperanno «gli uffici competenti», dando seguito al ricorso della candidata. Resta però il fatto che i cinque eletti all’estero dei Ds hanno provato a mettere il veto sul nome di Franco Danieli (senatore Dl e grande sponsor di Pollastri) come viceministro per gli Italiani all’Estero, accusandolo di aver mobilitato le proprie lobby nel mondo per promuovere il suo nome e di «non aver rispettato l’iter della convergenza dentro l’Unione». E hanno espresso il loro «malessere» sulla sua candidatura anche in un recente incontro con Massimo D’Alema, incaricato da Prodi di svolgere una consultazione sulla nomina. Il posto, per il Cencelli governativo, spetta alla Margherita, visto che il ministro è Ds. E D’Alema avrebbe già dato l’ok informale alla candidatura di Danieli. Ma l’ostilità degli eletti ds resta.